Cinghiale: cosa mangia, dove vive, è pericoloso

Foto di Jasmin777 da Pixabay

Il cinghiale è messo in relazione con il bosco e l’intrico vegetale della macchia che di fatto costituisce l’habitat della maggior parte dei Suidi. In realtà il cinghiale, o facocero o porco delle verruche (Phacochoerus aethiopicus) prospera nelle savane e nelle praterie, anche se poi il cinghiale si può trovare nelle steppe arbustive a al limitare dei boschi.

L’aspetto stesso del cinghiale è insolito. Il testone voluminoso e allungato del cinghiale finisce in un grugno molto piatto dorsalmente, armato di due forti e vistose zanne a curva aperta, quasi un paio di corna orizzontali. Sotto gli occhi e fra gli occhi e l’angolo della bocca il cinghiale presenta due paia di protuberanze sporgenti da cui il nome di porci dalle verruche. Gli arti del cinghiale sono lunghi, il che consente loro di correre più velocemente di quanto si possa prevedere.

Quando mangia, il cinghiale si inginocchia sulle zampe anteriori per arrivare più comodamente al cibo. Si possono osservare intere famiglie in cui il cinghiale ha questo questo atteggiamento: i piccoli di cinghiale, stretti al fianco dei genitori, poiché la loro incolumità dipende dall’aggressività, dalla forza e dalle zanne degli adulti. Il cinghiale ha molti nemici, e può sopravvivere nelle steppe e nelle savane solo grazie a una tecnica difensiva molto specializzata. Dai ghepardi, accaniti persecutori del cinghiale giovane, il cinghiale adulto si difende assai bene, volgendoli in fuga dopo una violenta carica, mentre il piccolo cinghiale trova rifugio sotto il ventre della madre. Contro gli attacchi del leone o del leopardo, il cinghiale si rifugia nelle tane scavate in profondità a colpi di zanne, talvolta usurpate ad altri animali come gli oritteropi. Quando un branco di cinghiali fiuta il pericolo, parte al galoppo verso il rifugio sotterraneo. In marcia, il cinghiale adulto sta alla retroguardia, e tutti portano la coda alta, con il ciuffo peloso al vento come una curiosa bandiera. Nei rifugi, il piccolo cinghiale entra con facilità; ma il cinghiale adulto, e in particolare il cinghiale maschio corpulento corpulento, fa più fatica: comunque vi si introducono rinculando e i vigili grugni zannuti impediscono a ogni intruso l’ingresso nei quartieri sotterranei. La femmina del cinghiale partorisce i piccoli nella tana in genere da tre a sei per volta, dopo un periodo di gestazione da ventidue a ventiquattro settimane. Il cinghiale neonato non è pericoloso nei primi giorni di vita e rimane nella tana sollecitamente vegliato e allattato dalla madre cinghiale, che lo difende dagli animali che tentino di violare il rifugio. Quando esce per le prime volte, il piccolo cinghiale segue molto da vicino la madre, gioca e razzola lanciando piccoli grugniti e presto comincia a inginocchiarsi per grufolare e anche per poppare, poggiando sulle callosità che ha sotto le articolazioni degli arti anteriori. Pur fondamentalmente erbivoro, il cinghiale completa la sua alimentazione con tuberi, bacche e altri vegetali, che estrae dal terreno facendo uso delle zanne. Al bagno e all’abbeverata si riuniscono a volte varie famiglie di cinghiali; ma al primo segnale di pericolo ogni famiglia prende la fuga separatamente, in direzione della rispettiva tana. All’epoca della riproduzione il cinghiale maschio, enormemente aggressivo e armato di zanne taglienti, si da a violenti duelli per difendere i confini delle sue aree nuziali. Pur tutt’altro che bello il cinghiale è perfettamente atto all’esistenza negli spazi aperti, capace come è di correre velocemente e di mantenere il ritmo della corsa fino al rifugio. Dagli altri animali, il cinghiale si difende con tenacia; i gruppi familiari hanno una stretta coesione e il grido del piccolo in pericolo scatena la carica inesorabile della madre cinghiale. In genere gli animali predatori rispettano questi vigorosi animali che hanno saputo conquistare gli spazi aperti, lontano dalla protezione del fitto bosco dove, di solito, vivono gli altri Suidi.

Pubblicato da Riccardo

Sono un appassionato di animali, soprattutto di cani e di gatti. Sono un dogsitter e un catsitter.

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