Come svezzare un gattino orfano

Foto di Antonio Doumas da Pixabay

Spesso capita, purtroppo, di dover aiutare dei gattini rimasti orfani proprio quando avevano ancora un assoluto bisogno della mamma.

I gattini appena nati sono assolutamente inermi e dipendono in tutto e per tutto da mamma gatta: non solo per il mangiare, ma anche per la pulizia, per la termoregolazione, per riuscire a fare i propri bisogni, insomma davvero per tutto!

E’ per questo che occuparsi di gattini così piccoli richiede un certo impegno e la conoscenza di alcune semplici nozioni base che consentono il più delle volte di salvare gli sfortunati micetti.

Ovviamente l’aiuto del veterinario è INDISPENSABILE perchè, tra le altre cose, la mamma gatta trasmette ai gattini, con il primo latte (il colostro), gli anticorpi. Se i gattini non ricevono queste difese sono esposti a qualunque malattia che, per un micio così piccolo, può essere fatale.

L’intervento del veterinario deve essere immediato se il gattino mangia pochissimo o non mangia e continua a miagolare

La cuccia

Il primo problema da risolvere è quello della temperatura: i gattini per le prime 2 settimane di vita non riescono a regolare da soli la temperatura corporea, infatti di solito è la mamma che stando loro vicina li riscalda.

Procuriamoci scatola piuttosto piccola, in modo che i micini stiano vicini, ma con i bordi abbastanza alti così da evitare che possano uscire. Sul fondo della scatola mettiamo una traversina, di quelle con una faccia plastificata e l’altra assorbente: sul lato assorbente appoggeremo i gattini che si manterranno così asciutti e la plastica dall’altro lato manterrà asciutta la scatola.

Se non abbiamo a disposizione le traversine possiamo provvisoriamente ricoprire il fondo con un po’ di carta assorbente o con un asciugamano, in modo che assorbano e non facciano bagnare la scatola, e, sopra questi, un panno di pail su cui sistemare i gattini. Meglio evitare la lana che può causare irritazione e che comunque non riesce a riscaldare adeguatamente i mici.

E’ importante mantenere ben pulita la “cuccia”, quindi quando la traversina (o il panno di cotone e l’asciugamano) è sporca o bagnata cambiamola.

E’ fondamentale mettere accanto ai micini una fonte di calore, senza la quale non potrebbero sopravvivere!

Perfette le lampade a raggi infrarossi o, in alternativa, quelle alogene: posizioniamole in direzione dei gattini alla giusta distanza: facciamo una prova con la mano, mettiamola dove ci sono i mici: dobbiamo sentire il calore, ma senza scottarci.

Se non abbiamo a casa una lampada adatta usiamo una borsa d’acqua calda o, in alternativa, riempiamo di acqua calda una bottiglia di plastica, avvolgiamola con un panno di cotone o con una spugna, o, meglio, infiliamola in un calzettone, e posizioniamola nella scatola, contro una parete: i micini istintivamente si avvicineranno.

E’ importante però cambiare spesso l’acqua della bottiglia perchè dobbiamo mantenerla calda: ogni due o tre ore.

Assolutamente vietato, invece, metterli vicino ad un termosifone o ad una stufa: seccano troppo l’aria e i micini muoiono. Se nella stanza dove abbiamo sistemato i gattini sono accesi i riscaldamenti è meglio mettere un umidificatore.

Questi accorgimenti sono necessari anche se teniamo i gattini in un ambiente riscaldato o se siamo in estate (beh, a meno che non ci siano 40 gradi).

Il latte

Il latte vaccino non è assolutamente adatto per i gattini perchè ha una composizione molto diversa da quella del latte di mamma gatta: ha meno proteine e meno grassi e non riesce quindi a fornire al micino ciò di cui ha bisogno.

Ideale è il latte in polvere per gattini che si trova in farmacia (KittenMilk Chifa o KMR Borden). Per prepararlo seguite attentamente le istruzioni riportate sulla scatola, ma solo per la prima e la seconda poppata è meglio che si aggiunga un po’ di acqua in più rispetto a quanto suggerito, per dare ai gattini il tempo di adattarsi a questa nuova pappa e non andare in diarrea.

Il latte in polvere va usato appena preparato e quello che rimane non può essere usato alla poppata successiva.

Eventualmente si può preparare un latte di emergenza: mischiate assieme 45 ml di latte vaccino intero, 45 ml di ricotta, mezzo tuorlo d’uovo crudo (solo il tuorlo, mi raccomando!), un cucchiaino di olio di mais e un integratore mimeral/vitaminico per mici nelle dose consigliate dal veterinario.

A 4 settimane di età si può iniziare a svezzare gradatamente i gattini aggiungendo omogeneizzato di carne: circa 50% latte (sempre per gattini) e 50% omogeneizzato, sempre col biberon e sempre caldo.

A 5-6 settimane possiamo offrire ai gattini, in un piattino, un po’ di carne di manzo trita di ottima qualità appena sbollentata con formaggini molli (quelli dei bambini) e parmiggiano grattuggiato. Per i primi giorni è bene continuare a dare un po’ di latte (sempre quello per gattini) che poi va gradualmente diminuito, aumentando, contemporaneamente, la pappa nel piattino.

Le poppate

Prima di dare da mangiare ai gattini è indispensabile assicurarsi che non siano in ipotermia: devono cioè essere tiepidi, poco più caldi di noi al tatto. Se non sono tiepidi o se sono addirittura freddi prima di ogni cosa dobbiamo scaldarli perchè altrimenti non possono digerire quello che mangiano. Frizioniamoli quindi con un panno caldo e teniamoli vicino ad una fonte di calore (sotto la lampada ad infrarossi o sulla borsa dell’acqua calda).

Altrettanto importante è valutare se i gattini sono in ipoglicemia (carenza di glucosio nel sangue): avvicinando la mano alla testa del gattino questo dovrebbe iniziare a dare dei colpetti con la testa (per stimolare la fuoriuscita del latte) e a far ondeggiare il muso in cerca del capezzolo. Se invece non reagisce, prima di dargli il latte dategli 1 ml di acqua e zucchero calda (non bollente!) ogni 15 minuti, sino a quando non muoverà la testa come spiegato prima.

Durante i primi 14 giorni i micini riescono a mangiare solo poco latte per volta e quindi i pasti devono essere frequenti. Sarà quindi bene fare una poppata ogni 3 ore (anche la notte!!) e dare 5-10 ml di latte ad ogni gattino. Durante i primissimi giorni è meglio che i gattini non mangino troppo o potrebbero avere diarrea che in cuccioli così piccoli può essere piuttosto pericolosa. Se il gattino dopo un pasto miagola insistentemente forse ha ancora fame.

Ovviamente man mano che i gattini crescono si deve aumentare la quantità di latte e diminuire il numero delle poppate.

Il latte non va somministrato freddo, ne bollente, ma a circa 38 gradi (tiepido-caldo insomma) per evitare diarrea o che il gatto si bruci.

L’ideale è un piccolo biberon (lo si trova facilmente in farmacia o in un pet shop), ma per le emergenze di può usare una siringa da 5 ml senza ago. Meglio comunque appena possibile procurarsi un biberon perchè con la siringa si rischia di spingere troppo latte o di direzionarlo male e far soffocare in micio. Il buco nella tettarella deve essere tale che rovesciando il biberon, senza premere, il latte esca a gocce, lentamente.

I gattini devono essere allattati mantenendoli a pancia in giù, mai ribaltandoli a pancia in su: potrebbe essere pericoloso.

Durante la prima settimana di vita, i gattini devono essere pesati giornalmente (ad esempio nella bilancia da cucina) per accertarci che aumentino ogni giorno il loro peso e che non lo diminuiscano mai. Meglio pesarli sempre prima di una poppata in modo da non avere i pesi falsati dal latte appena bevuto. Dalla seconda settimana possiamo pesarli un paio di volte alla settimana.

I bisogni

Per le prime due-tre settimane dopo ogni pasto è necessario massaggiare delicatamente con un fazzoletto o un po’ di cotone (meglio invece evitare le salviettine per neonali) inumiditi la zona anale e genitale dei micini per simulare il leccamento della madre indispensabile per stimolare la minzione e la defecazione.

Le feci devono essere color ocra chiaro e mollicce, ma non liquide. Se non è così è meglio cambiare il latte.

E’ importante mantenere sempre i gattini puliti e al caldo. Dopo la poppata pulitegli anche muso, nasino e occhi.

Pubblicato da Riccardo

Sono un appassionato di animali, soprattutto di cani e di gatti. Sono un dogsitter e un catsitter.

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