Gazzella: caratteristiche, specie e comportamento

Foto di Csaba Nagy da Pixabay


Le gazzelle sono l’ornamento più bello e, si potrebbe dire, poetico delle pianure, desertiche, erbose o steppiche. Per il profilo gracile, il movimento elegante, lo sguardo tenero e limpido, le gazzelle sono state cantate dai poeti d’ogni tempo e in specie dai lirici arabi. Perfettamente adattate ai loro biotopi asciutti, le gazzelle animano, con i toni delicati del mantello, le immense regioni che, durante la stagione asciutta, appaiono abbandonate da tutti i grandi animali. Tale è il caso del Serengeti. Quando le pianure di erba corta diventano una smisurata brughiera riarsa, quando le savane di erbe alte, divorate dal fuoco, sono ridotte a distese polverose e nere, le gazzelle di Grant(Gazella granti) e le gazzelle di Thomson (Gazella thomsoni) rimangono fedeli ai loro territori, rallegrando il paesaggio, ma anche fornendo proteine a un esercito di Carnivori che, altrimenti dovrebbero abbandonare le loro riserve di caccia. Le due specie di gazzelle che popolano l’Africa orientale possono essere facilmente confuse tra loro. Molte volte i branchi di gazzelle sono misti; il mantello più o meno rossastro è ugualmente lucido, le corna anenate e vistose sono simili. Ma, osservando con attenzione un branco di gazzelle, che pascoli tranquillamente, si può notare che alcune sono alquanto più grandi di altre, con pelame di toni più pallidi, fra il nocciola e il color sabbia. Queste sono le gazzelle di Grant. I maschi delle gazzelle di Grant arrivano a pesare fra i settantacinque e i novanta chili, contro i venti o trenta dei maschi adulti delle gazzelle di Thomson. Ma, oltre alle dimensioni, vi sono altri caratteri distintivi. Le gazzelle di Grant sono tra i Ruminanti più belli del mondo. E’ un animale altero, che cammina solennemente a testa alta, menando vanto delle sue corna nere e brillanti, perfettamente aneliate, più grandi, in proporzione, di quelle di qualsiasi altra antilope. Le gazzelle di Thomson, più tozze, di zampa più corta e con il collo meno sviluppato, presentano sui fianchi una larga striscia nera. Tale striscia manca in tutti i maschi delle gazzelle di Grant; soltanto in alcune femmine è visibile una riga più o meno larga. Nel muoversi le gazzelle di Thomson sono più nervose, meno solennie, si potrebbe dire più comiche. Le gazzelle sono animali che muovono costantemente la coda, anche quando non li infastidiscono le mosche; alcuni pensano che questo comportamento possa avere una funzione sociale analoga al moto della coda di alcuni Uccelli gregari. La vistosa striscia nera sul fianco delle gazzelle di Thomson ha distinguere la forma dell’animale visivamente scomposta dalla striscia colorata. E stato dimostrato però che, quando le gazzelle avvertono il pericolo, soprattutto la presenza dei loro grandi nemici, i licaoni, mettendo in azione determinati muscoli fanno vibrare energicamente la striscia nera. In questo caso è palese una funzione fanerica (attrattiva o comunicativa). Non sarebbe affatto strano se la striscia delle gazzelleavesse una duplice finalità: scomporre visivamente alla distanza la figura e richiamare in circostanze determinate l’attenzione delle altre gazzelle. Con o senza striscia laterale, rossicce o colar sabbia, nervose o solenni, le gazzelle di Thomson e le gazzelle di Grant sono animali che richiamano l’attenzione per bellezza ed eleganza. Dopo aver visto antilopi dall’aspetto tanto strano come il barbuto gnu, o di struttura disarmonica come l’alcelafo, ci si domanda quale capriccio della natura abbia riunito nelle gazzelle ogni perfezione: colore, forma, movimento, sguardo, espressione. Non v’è dubbio: le gazzelle sono i più belli tra i Ruminanti di tutta l’Africa. Un’altra particolarità torna a loro svantaggio: le gazzelle sono gli animali che mantengono con la loro carne il maggior numero di predatori. Cacciagione favorita di ghepardi e licaoni, gazzelle neonate sono preda delle iene e degli sciacalli; le gazzelle adulte nutrono i leopardi e i leoni sedentari del Sèrengeti nel corso dei cinque lunghi mesi di siccità. Le nere aquile di Verreaux ed anche gli avvoltoi oricù calano in picchiata dal cielo sulle piccole gazzelle. Forse esaminando le strategie di attacco di questi animali carnivori si può spiegare il segreto della bellezza delle gazzelle. I predatori animali sono una delle principali forze modellatrici degli esseri viventi, uno dei fattori fondamentali con i quali, nel gioco continuo delle mutazioni e della selezione naturale, la vita struttura le sue creature. Le gazzelle devono raggiungere le più elevate velocità per sfuggire al ghepardo: il che richiede muscoli scattanti e forme armoniose. Per superare in tenacia e in resistenza la muta dei licaoni hanno dovuto liberarsi da ogni pesantezza nella struttura anatomica e dalle piti piccole quantità di grasso superfluo. Per vedere il leopardo fra i rami o l’aquila nel cielo, hanno sviluppato l’occhio con la cornea trasparente e la famosa pupilla brillante; per scopnre il leone nelle sue manovre di caccia, hanno conseguito grande acutezza di udito. Nell’arte, forse, nella natura, senza dubbio, la bellezza è espressione della perfetta funzionalità. Le gazzelle ci appaiono belle perché, senza essere specializzate nella velocità, nella resistenza, nel salto o nel mimetismo, realizzano un mirabile equilibrio di queste doti, e il loro aspetto ne è la armoniosa immagine. In dimensioni diverse e più grandi, di fronte allo stimolo di un numero più limitato di specie di predatori animali, indirizzandosi ad altre specializzazioni difensive, la natura ha conseguito altri risultati nei quali l’efficacia non si accompagna a quel che l’occhio umano giudica bellezza. Nella stagione delle piogge e anche in quella asciutta, in luoghi dove l’erba conserva sempre una certa freschezza, si possono trovare le gazzelle di Thomson in compagnia delle gazzelle di Grant. Ma nelle zone più aride della savana di erba corta, dove è difficile immaginare che la vita riesca a resistere, le gazzelle di Grant rimangono isolate, uniche e maestose regine della solitudine. Le gazzelle di Thomson infatti non sopportano la sete, e nella stagione asciutta sono costrette a concentrarsi vicino alle pozze d’acqua o dovunque trovino germogli freschi di erba. Il fatto di poter resistere più o meno alla mancanza di acqua è di importanza fondamentale nell’ecologia degli animali delle regioni aride. Alcune specie di animali sono perfettamente adattate alla siccità e con questo si liberano dall’aspra concorrenza che, nei mesi asciutti, si scatena attorno alle sorgenti d’acqua e anche dall’azione dei predatori, che dall’acqua non possono allontanarsi. Le gazzelle di Grant sono tra questi animali privilegiati. A luglio, quasi tutte le pozze d’acqua sono inaridite, e gli animali, che hanno bisogno di bere spesso, cominciano ad affollarsi intorno ai luoghi dove vi sono acque perenni. Le gazzelle di Grant non partecipano di questa tendenza, al contrario quelle che si trovavano accanto ai luoghi di abbeverata, se ne allontanano e si disperdono nella pianura. La colorazione chiara e smorzata delle gazzelle di Grant può svolgere una funzione importante nella conservazione dell’acqua e nella regolazione termica: è noto infatti che i colori chiari riflettono i raggi solari, mentre quelli scuri li assorbono. E anche probabile che tale colorazione sia soprattutto mimetica. L’occhio umano, almeno, fatica a distinguerla sullo sfondo delle savane inaridite. Un altro fattore che influisce sulla conservazione dell’acqua nelle gazzelle di Grant è che orinano raramente. In un branco di gazzelle di Grant tenuto in osservazione per dodici ore, nella stagione asciutta, molte gazzelle non orinarono nemmeno una volta. Le piccole gazzelle di Thomson preferiscono i luoghi di erba corta non lontani dall’acqua e si cibano soltanto di erba; le gazzelle di Grant, che brucano piuttosto che pascolare, abitano sia le savane di erba molto alta cosparse di arbusti, sia le regioni desertiche del Sudan meridionale. Questa distribuzione determinata dall’altezza dell’erba può essere osservata anche nel cratere del Ngorongoro, dove lo zoòlogo Estes ha studiato il comportamento delle gazzelle. In effetti, le gazzelle di Thomson tendevano a concentrarsi accanto al lago, sul terreno alcalino del fondo, del cratere, ampliando o riducendo la loro area secondo il ciclo annuale dei pascoli (questa popolazione non è nomade); al contrario le gazzelle di Grant erano più abbondanti sulle pendici delle colline, dove l’erba è più alta. Le gazzelle di Thomson raggiungevano queste zone solo quando i pascoli inaridivano. È comunque frequente vedere branchi misti di gazzelle delle due specie, le une intente al pascolo e le altre a brucare, poiché la separazione delle zone di erba corta e di erba alta non è mai del tutto netta.

Pubblicato da Riccardo

Sono un appassionato di animali, soprattutto di cani e di gatti. Sono un dogsitter e un catsitter.

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