Gatto d’angora turco: storia, caratteristiche

Foto di Didi S da Pixabay

Il gatto d’angora turco è un felino di razza proveniente dalla Turchia e ha un pelo lungo e morbidissimo. Piace perché è socievole, affabile, elegante ed è ben disposto al contatto fisico. Di taglia media nelle femmine e maggiore nei maschi.

Angora turco: caratteristiche fisiche

Testa

Da piccola a media, cuneiforme, cranio abbastanza largo, si sfila leggermente verso il mento. Naso di media lunghezza, profilo leggermente inclinato senza stop ne depressione. Mento leggermente arrotondato. Mascelle affilate.

Orecchie

Forma lunga e appuntita, larghe alla base, ben ricoperte di pelo e con ciuffetti alla sommità. Posizionate ben dritte sulla testa.

Occhi

Gli occhi sono grandi, a mandorla, leggermente obliqui. Tutti i colori sono accettati.

Collo

Il collo è di media lunghezza, sottile e aggraziato.

Corpo

L’ossatura è minuta, petto stretto, tronco snello, aggraziato e agile.

Zampe

Le zampe sono lunghe, più alte le posteriori delle anteriori. Piedi piccoli, rotondi, graziosi con ciuffetti di pelo tra le dita.

Coda

La coda è lunga e affusolata, larga alla base e sottile in punta, ricca di pelo viene portata bassa ma senza toccare il suolo. In movimento la coda ha una posizione orizzontale rispetto al corpo arrivando talvolta a toccare la testa.

Mantello

Di media lunghezza sul corpo si allunga nella gorgera. Il pelo è sottile e lucente come una seta, sena sottopelo, sul ventre è leggermente ondulato. Tutti i colori sono accettati con tutte le quantità di bianco escluso il chocolate, lilac, cinnamon, burmese e il disegno himalayano.

Gatto dell’angora turco: origini

Sembra certo che il gatto domestico che noi conosciamo attualmente derivi dal gatto selvatico africano (felis silvestris lybica e felis silvestris ocreata). 

Alcuni ipotizzano addirittura che il micio domestico sia imparentato anche con il gatto della giungla (felis chaus), un micione di maggiori dimensioni. I gatti imbalsamati del periodo egizio sembrano dare appoggio a queste ipotesi, anche se l’esiguo numero di felis chaus rinvenuti fa pensare più che altro a preziosi animali sacrificali, che non a felini domestici.

Quanto detto sopra vale per tutti i mici domestici, ma è ora lecito chiedersi da dove venga il gene che determina il pelo lungo così nell’angora come in molte altre razze. Alcuni pensano che questo gene arrivi dal contributo del gatto selvatico europeo e caucasico (felis silvestris silvestris), altri sembrano attribuire questa caratteristica ad una mutazione spontanea, altri ancora vogliono vedere nel pelo lungo l’eredita’ del Manul (felis manul), un affascinante, pelosissimo e robusto felino asiatico di cui ancora si sa ben poco.

Sembra abbastanza sicuro che l’Angora abbia avuto origine nel sud della Russia e da lì si sia spostato (o sia stato spostato) in Asia minore. Non è escluso che gli stessi Vichinghi nel corso del decimo secolo abbiano avuto una parte in queste migrazioni, portando con loro questi bei mici sulle loro navi come rimedio contro l’indesiderata presenza dei topi. A supportare l’ipotesi dell’origine russa dell’Angora alcune fonti riportano che nel secolo XIII nella città di Arbedil in Russia, si svolgesse una volta l’anno tutti una fiera in cui i migliori gatti a pelo lungo venivano riuniti e valutati… purtroppo, però,non si hanno notizie più precise su questo evento.

Qualunque sia l’origine di questo magnifico gatto, esso fu considerato una razza separata in Turchia sin dal 1400 e fu così amato che molte varietà di colore furono battezzate: il red tabby venne chiamato sarmen, il silver tabby teku, il bianco ad occhi impari van kedi, il bianco ad occhi blu ankara kedi e quelli con marcatura van ebbero il nome kinali kedi.

Il successo e la diffusione dell’angora hanno probabilmente un debito nei confronti della religione musulmana, essa infatti prevede che un buon musulmano debba rispettare, nutrire e prendersi cura delle creature dei Allah, senza però accoglierle nella sua casa… Il naturale fascino dell’angora e la religione garantirono a questo gatto un posto particolare nelle attenzioni di tutti coloro che potevano permettersi ampi spazi dove allevare e ospitare queste splendide creature… così questi mici divennero i pregiati compagni di ricchi mercanti e sultani. l’Angora fu considerato un animale così prezioso da non poter neppure essere oggetto di compravendita, poteva essere solo regalato, e riceverne uno era un immenso onore.

I primi Angora Turco arrivarono in Europa agli inizi del ‘600 come preziosi regali alle famiglie reali francesi e inglesi da parte dei sultani turchi.

Poco dopo il naturalista e viaggiatore italiano Pietro della Valle si innamorò i questi gatti in Turchia (come testimoniato dalle infervorate descrizioni contenute nelle sue lettere ai famigliari) e ne importò in Italia alcune coppie di questi gatti nel 1621, con l’intento di iniziare un allevamento. Purtroppo di questi gatti si sono perse completamente le tracce, tanto da far pensare che l’allevamento del Della Valle non sia mai decollato.

Il primo allevamento di Angora di cui si ha notizia certa è la magione di Belgentier presso Tolosa, dove visse Nicolas Fabri signore di Peiresc, contemporaneo del Della Valle. Il Peiresc sostenne di essere il primo importatore di gatti d’Angora, ma è molto probabile che egli avesse appreso l’esistenza di questa razza dal Della Valle. Dalla magione del Peiresc alla corte francese il passo fu breve, i cuccioli del de Peiresc vennero introdotti prima presso il Cardinal Richelieu, e da qui a corte.

Il 1700 fu il periodo di grande splendore dell’Angora Turco: nominato nei libri di Francois-Augustin Paradis de Moncrif e di Francois-Louis LeClerk conte di Buffon, coccolato alla corte di Luigi XV e di Luigi XVI, dipinto, scolpito e vezzeggiato. Esso si guadagnò persino un nome scientifico proprio: felis catus angoriensis. L’Angora divenne uno status symbol, grazie alla sua grazia e al suo carattere, e l’aristocrazia fu disposta a pagare cifre astronomiche pur di poter vantare un simile gioiello nei suoi atelier.

La storia dell’Angora e del Persiano a partire dal settecento e per de secoli sono inscindibilmente legate: lo stesso conte di Buffon, in uno dei suoi libri, afferma che l’unica differenza tra le razze fosse nel colore, il persiano era esclusivamente grigio-azzurro, colore che mancava nell’ampio spettro dei colori propri dell’angora. A conferma di ciò nel secolo dopo (1856), Monsieur Lottin de la Val scrive infatti che i gatti d’angora erano diffusi in tutto il Medio Oriente dall’Azerbaigian a Bagdad, anche se gli esemplari migliori sembravano trovarsi nei dintorni del lago Van. Il de la Val narra inoltre di aver visto svariati esemplari presso i personaggi più in vista di quelle regioni: l’arcivescovo di della Turchia ne possedeva tre di vari colori, così come il principe di Hekiars.

Nel corso del 1800 erano noti molti tipi di gatti a pelo lungo tutti russi o mediorientali: il gatto di Crimea, del Himalaya, della Persia, di Tobolsk etc. Tra tutti il più pregiato risultava essere l’Angora, anche se non ci possibile rintracciare le differenze tra queste razze. Persino una Enciclopedia degli animali riporta l’esistenza di gatti d’Angora esclusivamente blue in Russia, attribuendo l’esclusività del colore blue alla presunta maggior resistenza di questa varietà alle privazioni e agli stenti del viaggio di importazione e del clima russo.La prima esposizione felina, al Crystal Palace (1871) di Londra segnò ancora un successo degli Angora e dei Persiani, allora identificati come la stessa razza. La stessa regina Vittoria vi acquistò due preziosi esemplari blue. L’Angora divenne ancora una volta l’animale preferito della nobiltà e l’eco della sua fama raggiunse l’America. Cosi’ i primi esemplari varcarono l’oceano e vennero importati, pagati a peso d’oro, in America. è possibile ritrovare i nomi di questi gatti negli annali delle esposizioni feline: Napoleone il grande, nato a Fontainbleau nel 1888; Selim, un gattone smoke e bianco; Zuleika una dolcissima gattina bianca importata da Smirne; Ganhou, un micione rosso di nove anni valutato $4000!

Harrison Weir, lo stesso organizzatore della mostra al Crystal Palace, descrive anni dopo le bellezze degli Angora, e i suoi colori (il bianco, lo smoke, il blue e il rosso). Il Weir lancia anche la moda dell’Angora bianco (che ancora resiste), definendo la varietà bianca a occhi blu, la più preziosa e pregiata, che non mostrava alcun segno di sordità.

Pochissimo dopo la British Society determina che tutti i mici a pelo lungo debbano essere chiamati Persiani e stabilisce per essi uno standard (1887) che predilige quei gatti più massicci e tondeggianti che porteranno alla creazione del Persiano moderno. è la fine dell’Angora Turco nei paesi anglosassoni.

Agli inizi del 1900 l’Angora rischiava l’estinzione persino nella sua patria di origine, tant’è che il governo Turco nel 1917 cominciò un programma di allevamento dei soli esemplari bianchi negli zoo di Istanbul (ora chiuso) ed Ankara. Gli zoo tennero (e quello d’Ankara lo fa ancora) i registri di tutti i gatti nati. Nel 1930 la razza fu dichiarata patrimonio nazionale e vennero messe in atto delle restrizioni all’importazione.

L’Angora Turco sopravvisse in Germania, dove nasce la prima associazione per la protezione e l’allevamento dell’Angora (1. Deutscher Angorakatzen-Shultz-and Zuchtverein), che da inizio alle esposizioni ed ai registri d’origine tedeschi (1922). Purtroppo neppure questo ceppo non è arrivato a noi, presumibilmente per via della seconda guerra mondiale. Entro gli anni ’50 non ci fu più traccia nel mondo occidentale dell’Angora.

Negli anni ’60 l’amore per l’Angora rinacque in Inghilterra, dove si cercò di ricreare questo splendido animale, selezionando gli esemplari bianchi a pelo lungo nati da genitori Orientali. Questi Angora ricreati mostravano (e mostrano) le loro origini orientali nella forma decisamente cuneiforme del muso e nella posizione delle orecchie. Per molti anni questa razza (ora nota Orientale a pelo lungo) fu chiamata a sua volta Angora o Angora Inglese, creando non poca confusione.

Pressochè contemporaneamente signori Grant, in viaggio in Turchia, si innamorarono di questi splendidi mici nello zoo di Ankara e ottennero il permesso dal governo turco di importare una coppia di Angora bianchi negli USA. Yildiz e Yildizick, comoscome Mavis e Yaman che li seguirono, sono alla base dei nostri gatti attuali. La razza fu riconosciuta ufficialmente in America nel 1973, e le varietà colorate vennero accettate nel 1978.

La CFA dopo aver riconosciuto la razza, non iscrisse gatti non provenienti dallo zoo di Ankara. Purtroppo negli anni novanta il Governo turco inasprì di molto la protezione e i limiti all’esportazione degli Angora Turco dal suo zoo. Fortunatamente alcuni gatti furono importati in Russia da Istanbul, e alcuno allevatori europei importarono (e importano) gatti da allevatori privati turchi. Questo ha consentito di ampliare il numero di gatti disponibili, rispetto al ristrettissimo gruppo iniziale, mantenendo sana e forte la razza.



Come scegliere un cane

I fattori da considerare nella scelta di un cane sono molteplici e vi consiglio quindi di leggere attentamente tutti i punti trattati in questo articolo: ricordatevi che state scegliendo quello che sarà il vostro compagno per i prossimi 10-15 anni, o forse più, e sarebbe estremamente spiacevole ritrovarsi un cane con esigenze diverse e inconciliabili con le vostre!

Razza o meticcio?

Questo forse è il parametro più soggettivo e meno determinante per una futura felice convivenza col proprio cane, perchè non ci sono molti vantaggi o svantaggi nella scelta del cane di razza piuttosto che del meticcio e viceversa.

Se si vuole un cane solo per il piacere di avere accanto un compagno piacevole e gioioso, solo per il piacere di avere un cane non c’è nessuna sensata ragione per spendere 1000 euro per comprare un cane di razza, quando tutto cioè che cerchiamo possiamo trovarlo in ogni meticcio senza dover spendere nulla.

Anche se cerchiamo un cane con determinate caratteristiche fisiche molto facilmente potremo trovare cioè che cerchiamo in un meticcio: orecchie alzate, abbassate, taglia piccola, media, grande, pelo lungo, pelo corto, colori più diversi,… E quindi ancora una volta non riesco a capire perchè mai scegliere un cane di razza. 

E’ però inevitabile ricorrere al cane di razza se si ricercano caratteristiche fisiche esasperate che molto difficilmente si ritrovano nei meticci (a meno che questi non abbiano uno dei due genitori appartenenti alla  razza con le caratteristiche che ricerchiamo, ma anche questo non sempre è sufficiente): taglia esageratamente piccola o esageratamente grande, muso molto schiacciato, orecchie o pelo lunghissimi, pelle molto lassa… Ricordatevi però che queste caratteristiche così esasperate causano spesso molti problemi di salute.

Anche se cerchiamo un cane adulto con un determinato carattere nei meticci possiamo trovare tutte le sfumature che ci passano per la testa senza dover ricorrere ad un cane di razza.

Più problematico è invece trovare un cucciolo meticcio che da adulto avrà il carattere che cerchiamo: scegliendo un cucciolo di razza abbiamo già idea dei tratti principali del suo carattere una volta adulto (seppur con notevoli variazioni individuali), ma con un meticcio è più difficile: spesso non si conoscono nemmeno i genitori o se ne conosce solo la madre. Un occhio esperto potrà comunque trarre qualche utile informazione dall’osservazione di un cucciolo, ma certo non un semplice proprietario alle prime armi.

Se poi abbiamo intenzione di partecipare a sport cinofili possiamo farlo benissimo anche con un meticcio (valutandone le attitudini fisiche e psichiche), salvo il coursing (corsa dei levrieri riservata solo ai levrieri,… e comunque sfiderei qualunque cane a reggere il confronto ;o) ) abbiamo solo l’imbarazzo della scelta!

Allora perchè scegliere un cane di razza? Se si amano le esposizioni è inevitabile scegliere un cane di razza perchè vi possono partecipare solo cani col pedigree. O perchè ci si è innamorati di una razza che vediamomorfologicamente e caratterialmente adatta alle nostre esigenze e siamo disposti a spendere il giusto per averla.

Prendere in considerazione la taglia

I cani, soprattutto quelli di razza, presentano una varietà di taglie davvero impressionanti, ognuna con i vantaggi e svantaggi: è per questo che non esiste una taglia più consigliabile in assoluto, ma bisognerà trovare la taglia più adatta alle proprie esigenze.

I cani di taglia piccola pesano mediamente meno di 8 kg e sono sicuramente  molto pratici soprattutto per chi ama viaggiare: sono facilmente trasportabili, possono salire su tutti i treni e gli aerei, purchè messi nell’apposito trasportino, ed è più facile che vengano accettati in alberghi e, più in generale, in tutti i luoghi pubblici. Sono quindi adatti a chi non vuole rinunciare a viaggiare col proprio cane, ma non se la sente di affrontare troppi problemi. 

Non sono però tra i cani più indicati per i bambini troppo piccoli o troppo irruenti che giocando potrebbero fare male al malcapitato cagnetto. 

Infine un’ultima nota sui cani sotto i tre chili: sono piuttosto delicati, richiedono parecchie attenzioni e cure.

I cani di taglia media di peso compreso tra gli 8-10 kg e i 25 kg sono invece più adatti a vivere con i bambini perchè meno delicati, ma necessitano comunque della supervisione di un adulto perchè sono abbastanza grandi da poter far male al bambino, anche involontariamente.

I cani di taglia grande pesano tra i 25 kg e i 50 kg e se non ben gestiti possono potenzialmente causare gravi danni proprio per la grande mole. Questa è però un’affermazione solo in parte vera  perchè molto dipende dal carattere del cane: cani di taglia media con temperamento dominante e tendenzialmente aggressivo puossono essere più pericolosi di cani di taglia grande paciosi e tranquilli. 

Viaggiare con un cane di taglia grande è più impegnativo perchè non può salire su tutti i treni, in aereo deve viaggiare in stiva e spesso negli alberghi non è ben accetto. 

Una convinzione da sfatare è che un cane di grossa taglia non possa vivere bene in casa! Non si stabilisce se un cane sia o meno adatto a vivere in casa in base alla sua mole, ma in base al temperamento! Un cane piccolo, ma incontenibile e abbaione risulterà molto più inadatto alla vita in casa di uno grande ma pigro e sonnacchioso.

Infine i cani di taglia gigante pesano oltre i 50 kg e solitamente sono tranquilli e paciosi. Purtroppo sono poco longevi ed a causa della rapida crescita hanno bisogno di particolari attenzioni durante lo sviluppo per non compromettere la struttura ossea.

Pelo lungo o corto?

Il mantello dei cani è costituito dal pelo di copertura (il più superficiale) e il sottopelo (lanuginoso e corto, nascosto dal pelo di copertura). Il pelo di copertura viene perso e cambiato costantemente durante tutto l’anno, mentre il sottopelo è soggetto a muta due volte l’anno: in primavera si sfoltisce per preparare il cane alla stagione calda e in autunno si infoltisce per dare una maggiore protezione contro il freddo. Infatti il sottopelo riveste un ruolo essenziale nell’isolamento termico del cane che così riesce a sopportare temperature molto basse, ma anche temperature troppo alte! E’ infatti sbagliato credere che il cane con molto pelo soffra troppo il caldo e sia quindi opportuno tosarlo: così facendo gli togliete l’unica protezione che la natura gli ha dato contro il caldo eccessivo.

Esistono alcuni cani privi di sottopelo ed è facile capire non sono particolarmente adatti a vivere all’esternoperchè il solo pelo di copertura non da una protezione sufficiente, soprattutto se vivete in zone molto fredde. 

Tuttavia la mancanza di sottopelo può essere un vantaggio per chi voglia tenere il cane in casa: gli unici peli persi saranno quelli di copertura e non sarà necessario spazzolare ripetutamente il cane durante i periodi di muta perchè il pelo di copertura si stacca naturalmente, diversamente dal sottopelo. 

Per chi decida di tenere un cane con sottopelo in casa, è da ricordare, infine, che le mute non avvengono con grande regolarità perchè il cane vive sempre il ambiente riscaldato e quindi tende a perdere il sottopelo durante tutto l’anno: si dovrà quindi spazzolare regolarmente il cane.

Passiamo ad analizzare un altra caratteristica del pelo: la lunghezza. 

Come è facile immaginare il cane col pelo lungo richiede più cure e quindi dobbiamo mettere in conto accurate spazzolate quotidiane che richiedono tempo e voglia e sono indispensabili per evitare antiestetici e dolorosi nodi; inoltre un cane a pelo lungo tenuto fuori può diventare davvero problematico: il suo pelo raccoglierà foglie, rami, terra, fango e qualsiasi altra cosa gli finisca tra le zampe e sarà perennemente sporco. Se tenuto in casa comunque dovrà essere ripulito per bene al rientro da una ogni passeggiata la parco o in campagna (che sono indispensabili! E’ pur sempre un cane!) e dopo una passeggiata sotto la pioggia sarà necessario asciugarlo per bene (regola che vale per ogni cane, ma se il pelo è lungo l’operazione richiede molto più tempo). 

D’altro canto anche il cane col pelo lungo ha i suoi vantaggi (oltre all’indiscusso effetto estetico): perde molto meno pelo dei cani a pelo corto o medio e, dovendo essere spazzolato quotidianamente, i pochi peli che perde rimangono nella spazzola e non sparsi per casa. 

I cani a pelo corto o medio sono più pratici perchè non richiedono molte operazioni di toeletta, anche se i cani a pelo medio e con abbondante sottopelo devono essere frequentemente spazzolati durante il periodo di muta. Entrambi perdono generalmente parecchio pelo (anche se influisce molto la tessitura del pelo, analizzata più sotto) e, soprattutto quello corto è piuttosto difficile da eliminare dai tessuti.

Infine la tessitura: il pelo può essere duro o morbido. 

I cani a pelo duro non perdono il pelo che deve essere staccato manualmente con delle tecniche apposite (stripping), ma se non si ha intenzione di partecipare alle esposizioni è sufficiente spazzolarli regolarmente. 

Per i cani a pelo morbido valgono le considerazioni fatte sin ora sui diversi tipi di pelo

Sulla morfologia rimangono ormai poche considerazioni da fare perchè le due caratteristiche principali sono state già trattate e le altre vanno solo a gusto personale non influenzando in alcun modo il nostro rapporto col cane.

Muso, orecchie e zampe da considerare nella scelta

Muso: potrebbe sembrare una banalità, ma bisogna assolutamente ricordare che se scegliamo un cane col muso molto schiacciato (tipo carlino) dovremo fare i conti con possibili problemi di salute. Inoltre la canna nasale corta non permette un buon riscaldamento o raffreddamento dell’aria inspirata per cui l’apparato respiratorio di questi cani è particolarmente delicato e la respirazione molto meno efficiente di quanto non lo sia nei cani a muso lungo. Questo disagio si fa sentire soprattutto quando il cane è sotto sforzo o quando le temperature sono molto alte. 

Il problema è chiaramente proporzionale alla lunghezza del muso: più è corto più attenzione bisognerà prestare.

Orecchie: i cani con le orecchie molto lunghe sono mediamente soggetti con maggiore frequenza alle otitirispetto hai cani con orecchie corte ed erette e richiedono cure e pulizie più frequenti.

Zampe: le rampe cortissime tipiche dei bassotti o del bassethound non costituiscono in se un problema masollecitano più del normale la schiena che a lungo andare può risentirne: per questi cani è assolutamente proibito ingrassare e le scale sono da evitare il più possibile per non provocare ulteriori sovraccarichi alla loro già provata colonna vertebrale. 

Infine vorrei ricordare che solitamente questi problemi, legati all’estremizzazione di determinate caratteristiche fisiche, si ritrovano soprattutto nei cani di razza (chiaramente solo quelli con le  peculiarità evidenziate) proprio perchè è difficile trovare meticci che mantengano queste caratteristiche che si riescono a fissare solo grazie ad una accurata selezione artificiale.

Sesso

Ognuno dei due sessi ha vantaggi e svantaggi, ma per chi è alle prime esperienze la femmina è sicuramente più facilmente gestibile.

Maschio: spesso chi sceglie un cane di razza tende a preferire un maschio perchè più maestoso e appariscente, non valutando attentamente anche gli aspetti negativi. 

Il maschio è tendenzialmente più dominante della femmina, cioè è più portato ad una scalata gerarchica che, se non controllata dal padrone,  porterebbe il cane al comando del branco (nel nostro caso della famiglia) con le spiacevoli conseguenze che ne seguirebbero (un esempio classico il cane che ringhia quando si tenta di farlo scendere dal divano). A questo parametro bisogna prestare particolare attenzione se si sceglie un cane dominante, con un forte carattere e molta tempra: nei cani di razza è lo standard stesso che fornisce indicazioni in proposito, nei meticci con alcuni semplici osservazioni si può approssimativamente valutarne la tendenza alla dominanza. 

I cani molto dominanti non sono cani da demonizzare, ma sono solo cani che, soprattutto se maschi,  hanno bisogno di un padrone fermo, coerente e con una certa esperienza. Non sono assolutamente cani per tutti!! 

I maschi, inoltre, non vanno quasi mai d’accordo con altri cani dello stesso sesso, se non quelli del branco (quindi quelli con cui è sempre vissuto in famiglia, anche se questa non è una verità assoluta perchè far convivere due cani maschi entrambi molto dominanti è difficilissimo) o quelli che vedono abitualmente. 

Un’altro problema del maschio, soprattutto se si è accoppiato almeno una volta, è la tendenza a fuggire, a non mangiare e a essere molto più litigiosi con gli altri maschi se nelle vicinanze ci sono cagne in calore.

Femmina: sono tendenzialmente più ubbidienti e docili dei maschi e sono più facilmente gestibili con i conspecifici anche dello stesso sesso. Sono mediamente meno dominanti dei maschi (chiaramente il discorso è relativo: se scelgo una femmina di una razza molto dominante sarà sicuramente più dominante di un maschio di una razza tendenzialmente sottomessa). 

Per contro c’è il problema dei calori: sono solitamente due l’anno e durano una ventina di giorni durante i quali dovrete fare moltissima attenzione agli innumerevoli maschi che si apposteranno sotto casa vostra o che vi seguiranno durante le passeggiate: basta un attimo di distrazione e presto dovrete fare i conti con parecchi cuccioli da sistemare! Se poi avete un cane  maschio in casa il problema è ancora più complicato perchè durante il calore non potrete farli vivere assieme: dovrete trovare una soluzione. 

Inoltre le femmine in calore hanno delle perdite di sangue che, soprattutto se la cagna vive in casa, sono una bella scocciatura. In commercio si trovano dei pannoloni apposta per cani che però non tutte le cagne sopportano volentieri. 

Spesso inoltre dopo circa un mese e mezzo o due dal calore alcune cagne soffrono di gravidanza isterica cioè si comportano come se stessero per avere i cuccioli: diventano irrequiete, talvolta aggressive. cercano di costruirsi una tana e addirittura producono latte. Oltre allo stress fisico e psicologico cui è sottoposta la cagna in questo periodo, con ogni gravidanza isterica aumentano le possibilità che si sviluppino tumori mammari

Per evitare questa serie di problemi la soluzione migliore è quella di sterilizzare la cagna, meglio se prima del primo calore: si riduce al massimo il rischio di tumori mammari. 

Esistono anche cure ormonali che impediscono alla cagna di andare in calore, ma sono altamente cancerogene e invece di migliorare la qualità di vita della nostra cagna la riducono sensibilmente.

Tutti siamo attratti dai cuccioli e non è difficile capirne le ragioni: sono goffi, teneri, ci conquistano subito con il loro incedere insicuro e festoso, ma spesso il cucciolo non è la scelta più giusta, soprattutto per chi non ha esperienza con i cani.

Sono i padroni a plasmare il carattere del cucciolo, a decidere come sarà il cane da adulto! Certo è indubbia una componente genetica, di cui si deve tenere conto nell’educare il cucciolo, che però, nella formazione del cane, ha un’influenza decisamente inferiore rispetto all’educazione che noi sapremo impartirgli. 

Quindi se il vostro cucciolo dopo un mese che vive con voi farà ancora i suoi bisogni in casa sappiate che sarà solo perchè non siete stati in grado di fargli capire cosa volete da lui! O se il vostro adorabile cucciolo diventerà un adulto mordace e difficilmente gestibile sarete stati voi a sbagliare.

D’altronde molte persone scelgono il cucciolo perchè convinte di poterlo far divenire l’adulto che vogliono, non rendendosi conto che non è così semplice e immediato. Proprio le persone più inesperte, avendo scelto un cucciolo, si ritrovano dopo pochi mesi un adulto con cui non riescono più a convivere serenamente, un adulto ingestibile, disubbidiente e nei peggiori dei casi mordace.

Il cucciolo è adatto a chi ha già esperienza con i cani ed ha  imparato a comunicare correttamente con loro riuscendo a farsi capire e a capire il cane, perchè solo loro riusciranno davvero ad ottenere l’adulto che desiderano. 

Con questo non voglio però dire che il cucciolo è assolutamente vietato a chi è inesperto, ma solo che in questo caso dovreste frequentare un buon corso di addestramento” per cuccioli dove vi insegneranno le basi per rapportarvi correttamente al vostro cane.

Un ultimo appunto vorrei farlo sull’età che deve avere il cucciolo quando viene separato da mamma e fratelli per entrare nella nuova famiglia: MAI prima dei 60 giorni!! Purtroppo molti neofiliti cercano un cucciolo appena svezzato non rendendosi assolutamente conto del grosso errore che stanno commettendo: quello sfortunato cucciolo diventerà un adulto molto poco equilibrato con parecchi problemi, problemi che inevitabilmente vedranno coinvolti gli imprudenti padroni.

Adottare un adulto ha molti vantaggi e in alcune situazioni è più adatto di un cucciolo. Degli adulti si può subito vedere il carattere e quindi valutarlo in base alle proprie esigenze, il cucciolo invece non si sa che adulto diventerà: questo discorso è significativo soprattutto per i meticci, dato che per i cani di razza lo standard fornisce delle indicazioni generali sul carattere (ma comunque valgono le considerazioni sull’educazione e sull’influenza del padrone fatte in precedenza!). Inoltre spesso gli adulti sono già educati alle più comuni regole: non sporcano in casa e proprio perchè adulti hanno bisogno di un numero minore di uscite, non rosicchiano mobili o scarpe, sono più tranquilli, camminano al guinzaglio,… cose queste che devono invece essere pazientemente insegnate al cucciolo, ma soprattutto si deve essere in grado di insegnargliele! 

Però non voglio dire che tutti gli adulti sono cani educati, anzi, tutt’altro, ma mentre è possibile trovare un adulto educato che possa rendere più facile e felice la vostra prima esperienza con un cane, è assolutamente impossibile trovare un cucciolo già educato!

Infine un altro mito da sfatare: molti hanno paura di non riuscire ad affezionarsi ad un adulto o che un cane adulto non possa affezionarsi alla nuova famiglia. Sono convinzioni sbagliate: sono sicura che riuscireste ad affezionarvi ad un adulto che ogni giorno vi dimostri il proprio affetto, che porti serenità e gioia molto più che ad un cucciolo a cui non riuscite ad insegnare a non fare pipì sul vostro tappeto preferito o a non rosicchiarvi le scarpe firmate o a non distruggervi il giardino e fiori a cui tanto tenete. E state certi che anche il cane adulto si troverà benissimo nel suo nuovo branco e amerà, come ogni cane sa fare, le persone che fanno parte della sua famiglia perchè è questa la natura del cane!

Boxer: carattere, cure e malattie

Foto di Alan Smith da Pixabay

Il boxer è un cane da compagnia intelligente e fedele, muscoloso e grosso di taglia. Infatti è alto tra i 60 e i 65 cm e pesa tra i 30 e i 35 kg. Ha il muso smussato, il dorso corto ma il torace gonfio. Le femmine sono leggermente più piccole dei maschi ma hanno le loro stesse caratteristiche.

Origini del boxer

Durante la seconda metà dell’ottocento, un gruppo di cinofili bavaresi decise di selezionare un cane forte, coraggioso, potente ed equilibrato, un lottatore più agile ed efficace dei cani allora disponibili.   Cominciarono così ad incrociare dei particolari bullenbeisser, detti bramantini, con bulldog inglesi: erano entrambi utilizzati nelle lotto contro i tori. 

Il bullenbeisser, razza ormai estinta, discendente dai pugnances britannici importati in Italia da Giulio Cesare, era un antico molossoide pesante e massiccio, di costituzione molto robusta e con una grande testa. Il bulldog era più leggero di quello odierno, piuttosto ipotipico se lo confrontiamo ai soggetti che si vedono in giro oggi, ma proprio per questo molto più idoneo al combattimento.

Nel 1895, in un’esposizione a Monaco si iscrisse il primo boxer, Flocki, che è considerato il capostipite della razza. Così nel 1896 venne fondato il primo Boxer Club e nel 1904 il primo registro genealogico. Ma il boxer che ha dato il maggiore contributo nella definizione della razza e nella  fissazione dei caratteri ricercati è stato  Meta von der Passage: un’ottima fattrice che diede progenie molto omogenea tra cui uno degli stalloni più importanti: Hugo von Pflzgau padre del campione Rolf von Vogelsberg che generò Rolf Walhall: campione che ebbe un ruolo fondamentale nell’allevamento della razza alla fine della prima guerra mondiale, quando il boxer iniziò a diffondersi rapidamente.

Da menzionare infine Lustig von Dom dell’allevatrice tedesca Stockmann,  considerato il padre del boxer moderno.

Negli Stati Uniti, circa dieci anni prima della prima guerra mondiale, venne iscritto il primo boxer, Arnulf Graudez. In seguito l’ascesa della razza è stata rapida, soprattutto dopo la seconda guerra mondiale.

Secondo un racconto popolare del sud della Germania quando Dio volle creare un cane in cui nobiltà, forza, velocità e coraggio fossero perfettamente bilanciate da bellezza, buon carattere e socievolezza, plasmò il boxer.

Partendo da un pezzo di creta il Signore ottenne un cane molto simile al boxer che noi oggi conosciamo, ma col naso lungo, come quello di tutti gli altri cani.

Mentre la creta stava asciugandosi, il boxer, orgoglioso di essere il cane più bello cominciò a pavoneggiarsi e a cercare l’ammirazione degli altri cani: ma, mentre i più piccoli gli concessero il rispetto chiesto, i più grandi, invidiosi, non fecero altrettanto. Il boxer si avventò così contro di loro schiacciandosi il lungo muso.

Dio non punì il suo amato boxer, ma in ricordo di quanto successo gli lasciò, per l’eternità, il muso schiacciato.

Carattere

Il carattere del boxer è davvero unico nell’universo canino: è un eterno cucciolone, giocoso e vitale, che conserva l’incontenibile gioia di vivere sino alla vecchiaia. Non rifiuterà mai un invito al gioco, ne mai si stancherà di correre e saltare: potete stare certi che sarete sempre voi a cercare una tregua, sfiniti dalle interminabili energie del vostro boxer.

E’ quindi un cane che ha bisogno di molto movimento, non adatto a condurre una oziosa vita su un divano di casa: finirebbe per annoiarsi ed intristirsi e, non avendo null’altro da fare, passerebbe il tempo a distruggervi la casa. E non risolverete certo il problema relegandolo in giardino con l’assurda pretesa che sfoghi le proprie energie DA SOLO, perchè, anche in questo caso, le uniche cose che otterreste sarebbero enormi buche e piante sradicate, ma soprattutto un cane triste.

Dovrete essere voi ad impegnarvi quotidianamente a giocare col vostro boxer: è importante non solo farlo correre, ma anche farlo lavorare mentalmente, perchè solo così riuscirete a stancarlo . E con un boxer potrete davvero fare di tutto: dall’obbedience all’agility, ad attività come la ricerca in superficie o sotto le macerie. Questo è anche un ottimo modo per riuscire ad instaurare un legame molto profondo col vostro boxer, purchè vi affidiate ad addestratori davvero competenti.

Avrete così un cane felice e tranquillo che saprà comportarsi molto educatamente in famiglia e non vi darà alcun problema.

Cure

Il boxer non necessita di molte cure e mantenerlo sano e pulito è semplice e veloce.

Il pelo raso e privo di sottopelo non richiede trattamenti particolari, solo durante la muta si può eliminare il pelo morto frizionando il manto con un panno o con appositi guanti in gomma: operazione che ci porterà via solo pochi minuti.

Più attenzione è bene invece riservare alle orecchie che devono essere regolarmente pulite rimuovendo l’eccesso di cerume con batuffoli di cotone imbevuti con appositi detergenti e poi asciugate accuratamente.
Il boxer ha, solitamente, un buon appetito, ma ovviamente, perchè il nostro amico rimanga in buona salute, non dobbiamo permettergli di ingrassare! Valuteremo il fabbisogno nutrizionale del cane in base all’età (animali in crescita hanno esigenze diverse da quelli anziani o dagli adulti), all’attività fisica svolta (animali che lavorano hanno bisogno di più energia), lo stato di nutrizione dell’animale e lo stato fisiologico (gravidanza, allattamento,…): il veterinario e l’allevatore sapranno indirizzarci correttamente.

Per la scelta del mangime o per la dieta casalinga lasciate che siano il veterinario e l’allevatore a consigliarvi. E’ importante, soprattutto durante il primo anno di età che l’alimentazione sia ben bilanciata e sicuramente  in questo un mangime di ottima qualità ci dà la massima garanzia. Un’ultima raccomandazione sul numero dei pasti che, nell’adulto è ideale siano due per evitare pericolose torsioni dello stomaco. Per la stessa ragione è bene che per qualche ora dopo il pasto il cane sia lasciato in assoluto riposo.

Malattie del boxer

I problemi più rilevanti interessano l’apparato cardiovascolare e quello scheletrico:

Cardiopatie: la più frequente è la stenosi subaortica, patologia congenita ed ereditaria che causa il restringimento del lume della valvola aortica ostacolando il passaggio del sangue dal ventricolo sinistro all’aorta. C’è quindi una diminuzione della portata cardiaca con conseguente minore ossigenazione dei muscoli. 

Nei casi più lievi non vi sono apparenti problemi e la malattia si rileva solo grazie all’ascultazione del cuore, ma nelle forme più gravi si hanno debolezza, crisi sincopali e addirittura morte improvvisa.

Displasia dell’anca: Solo il 37% dei boxer sono totalmente esenti da displasia dell’anca registrando un grado “A” (normale), quasi il 47%  sono di grado “B” (quasi normale) e il 14% “C”. I boxer che presentando un grado superiore al “C” sono esclusi dalla riproduzione.

Spondiloartrosi: aumento della densità dell’osso (eburneizzazione) lungo le superfici delle articolazioni. Questo, col tempo, porta alla formazione di ponti ossei tra i margini delle ossa (osteofiti) determinando così la progressiva immobilizzazione delle articolazioni. Si stima che solo il 15% dei boxer siano totalmente esenti da spondilosi.

Ci sono anche altre patologie che si riscontrano con una certa frequenza nel boxer: mandibole deviate, tumori, stenosi delle narici, palatolabioschisi, monorchidismo e criptorchidismo.

Potete quindi facilmente capire quanto sia importante affidarsi ad un allevatore serio e non ad un commerciante di cuccioli senza scrupoli (vedi “dove prendere il cane“). Accertatevi che vengano eseguiti i dovuti controlli sulle fattrici e sugli stalloni almeno per cardiopatie,  displasia dell’anca e spondilosi, ma siate consapevoli che questi non danno una garanzia assoluta sulla salute del cucciolo. 

Ricordate che acquistando un cane non selezionato o proveniente dall’est oltre a creare un danno alla razza e vanificare il lavoro di chi invece alleva con serietà e passione, rischiate di avere un cane squilibrato, non conforme allo standard e malato: insomma tutto, ma non un boxer! E quando dico malato non mi riferisco solo alle patologie ereditarie e congenite di cui ho parlato, ma anche a malattie infettive che possono uccidere il cucciolo in poche settimane dall’ingresso in casa vostra. 

Il primo passo da fare per una lunga e felice convivenza con un VERO BOXER è quello di rivolgersi ad un VERO ALLEVATORE serio e scrupoloso.

L’allevatore (o il privato o chiunque vi voglia vendere un cucciolo di boxer) dovrà garantirvi:

  • Sebbene il regolamento per la selezione del boxer ammetta soggetti con displasia C (2) sarebbe meglio che entrambi i genitori del cucciolo avessero displasia A (cioè 0, cane esente da displasia) o al massimo B (1, cioè quasi normale) soprattutto se le lastre sono state effettuate durante i primi 3 anni di vita del cane.
  • Sebbene il regolamento per la selezione del boxer obblighi a valutare il livello di spondilosi, non stabilisce poi dei valori limite per decidere quali boxer possano essere ammessi alla riproduzione e quali no. Tuttavia, indicativamente i genitori del cucciolo dovranno avere valori inferiori allo 0.
  • In entrambi i genitori l’eco-Doppler deve certificare l’assenza della stenosi subaortica.

Chiedete sempre all’allevatore di mostrarvi i certificati ufficiali della lettura di tutti e tre gli esami.

Inoltre è ottimo se i genitori del cucciolo sono in possesso del Cal3: il brevetto di lavoro (SchH o IPO) che vi da importanti garanzie sull’equilibrio e il buon carattere dei genitori e quindi del cucciolo.

Ci tengo a ricordare che queste sono le basi di una corretta selezione del boxer! Non crediate che richiedere queste cose all’allevatore voglia dire cercare un super-boxer, un campione da esposizione. 

Anche chi desidera solo un boxer da *famiglia* DEVE esigere che i genitori del suo cucciolo rispondano a questi requisiti perchè sono necessari, non per avere un campione, ma solo per avere un boxer sano ed equilibrato.

Piuttosto chi vuole un boxer da famiglia, senza ambizioni espositive, potrà chiudere un occhio sulla morfologia, che non significa avere un cane poco tipico, ma significa solo avere un boxer non da esposizione, ma pur sempre un boxer.

Sono sicura che voi stessi vi rendiate conto come sia invece improponibile accettare compromessi sulla selezione del carattere e della salute: avere a casa un boxer mordace o squilibrato, magari malato è davvero un inaccettabile.





Alimentazione del cane: guida alle ciotole e al cibo

In commercio si trovano ormai ciotole di tutti i tipi, di tutte le forme e di tutti i colori, ma vediamo a cosa dobbiamo prestare attenzione per scegliere le ciotole giuste.

Abbiamo bisogno di due ciotole: una per il cibo e l’altra per l’acqua che dovrà sempre essere lasciata a disposizione del nostro cane.

Sono preferibili le ciotole in metallo perchè sono praticamente indistruttibili e così resistono anche alla voglia di rosicchiare tipica dei cuccioli, non consentono la formazione di muffe (che possono crearsi nella scodella dell’acqua specialmente se si trova all’aperto) e sono più pratiche da pulire.

Tuttavia se sono collocate all’esterno hanno lo svantaggio di far riscaldare l’acqua rapidamente in estate e farla congelare in inverno, ma con scodelle in plastica non si risolve realmente il problema e si hanno altri svantaggi (possono essere rosicchiate, facilitano la formazione di muffe, al sole si scoloriscono,…).

Infine è possibile trovare anche ciotole che rispondono a particolari esigenze, come ad esempio le ciotole a tronco di cono che non si possono ribaltare.

Qual è il cibo migliore per il cane?

La scelta di una corretta alimentazione per il nostro cane è indispensabile per mantenerlo in buona forma il più a lungo possibile e anche se la spesa può sembrare eccessiva la si deve considerare un investimento per la salute del nostro amico: se si dovesse ammalare a causa di un’alimentazione squilibrata le spese a cui andremmo incontro ci farebbero ben presto rimpiangere di non averci pensato prima.

Le alternative tra cui scegliere sono due: alimentazione casalinga o quella industriale già pronta vediamo i vantaggi e gli svantaggi di entrambe.

Alimentazione casalinga: non è sicuramente la scelta più semplice, ma se fatta bene è la migliore. 

Oltre a richiedere molto tempo per la preparazione necessita di una certa competenza per bilanciare al meglio tutti gli alimenti per fornire al cane ciò di qui ha bisogno nelle quantità corrette. Il fabbisogno del cane varia però molto a seconda dell’età, di dove vive (se fuori o in casa), dell’attività fisica che fa e dello stato di salute. Le variabili sono molte e non è quindi possibile fare un discorso generale. Per questo è bene che ne parliate col vostro veterinario che vi saprà indicare come preparare una dieta idonea al vostro cane (vedi anche “alimentazione”). 

Assolutamente vietati gli scarti della vostra alimentazione!! Non danno al cane ciò di cui ha bisogno e si creano gravi squilibri che a breve portano seri problemi.

Alimentazione industriale: è sicuramente la più comoda e se si scelgono i prodotti giusti è un’alternativa molto valida. E’ importante orientarsi verso prodotti veramente buoni e non basare la scelta solo sul prezzo perchè è importante che il mangime sia di ottima qualità. 

Per accertarvene leggete attentamente gli ingredienti che sono elencati dal quello percentualmente più presente a quello meno: essendo il cane un carnivoro la carne deve essere il primo ingrediente ed evitate i prodotti con diciture vaghe (che ad esempio non specificano i conservanti usati o che dicono solo che sono a norma di CEE oppure che non indicano la carne usata ma solo “carne e derivati”). 

Non è possibile dare indicazioni più dettagliate perchè ogni in commercio ci sono linee specifiche per le diverse esigenze dei cani (in base alla taglia, all’età, all’attività fisica ed allo stato di salute) e quindi i tenori analitici variano tra un prodotto e l’altro (vedi anche “alimentazione”). 

Se decidiamo di usare i cibi industriali possiamo scegliere tra il secco (le crocchette) e l’umido (scatolette): non ci sono grandi differenze, ma il primo è più economico e contribuisce a mantenere puliti i denti del nostro cane, il secondo è più caro, ma solitamente più appetibile.

In linea di massima quando il cane è cucciolo, soprattutto se di taglia grande, è meglio affidarsi all’alimentazione industriale perchè è veramente difficile riuscire a preparare in casa un alimento davvero bilanciato che non provochi carenze nel cucciolo.

Discorso analogo per i cani malati o convalescenti che necessitano di un’alimentazione mirata al problema il che risulta spesso di difficile realizzazione con un’alimentazione casalinga.

Geco: tutte le curiosità sul piccolo rettile portafortuna

Il geco è qualsiasi lucertola appartenente alla famiglia Gekkonidae e sono piccoli rettili solitamente notturni con pelle morbida, corpo corto e corpulento, testa grande e arti molto ben sviluppati le cui estremità sono dotate di cuscinetti adesivi. Gran parte della specie ha una lunghezza dai 3 ai 15 cm, compresa la coda, e, pur essendo animali da deserti e giungle, alcune specie si trovano spesso nelle abitazioni umane. I gechi sono famosi perché si mimetizzano con l’ambiente che li circonda in modo da sfuggire ai predatori.

Attualmente, la famiglia dei gechi è composta da cinque sottofamiglie: Aleuroscalabotinae, Diplodactylinae, Eublepharinae, Gekkoninae e Teratoscincinae. Di queste, le eublepharine, come i gechi a banda ( Coleonyx ) degli Stati Uniti sudoccidentali, e le aleuroscalabotine hanno palpebre mobili.

La maggior parte dei gechi ha i piedi modificati per l’arrampicata. I cuscinetti delle dita dei piedi sono coperti da piccole placche che sono a loro volta ricoperte da numerosi piccoli fili simili a capelli che sono biforcati alla fine. Questi ganci microscopici aderiscono a piccole irregolarità superficiali, consentendo ai gechi di arrampicarsi su superfici lisce e verticali e persino di attraversare soffitti lisci.

Alcuni gechi hanno anche artigli retrattili. Come i serpenti , la maggior parte dei gechi ha una chiara copertura protettiva sugli occhi. Le code dei gechi possono essere lunghe e affusolate, corte e spuntate. La coda serve in molte specie come un deposito di energia su cui l’ animale può affidarsi in condizioni sfavorevoli. La coda può anche essere estremamente fragile e se staccata viene rapidamente rigenerata nella sua forma originale.

I colori dei gechi sono solitamente scialbi, con una predominanza di grigio, marrone e bianco sporco.

A differenza di altri rettili, la maggior parte dei gechi ha una voce, la chiamata è diversa dalla specie e va da un clic debole o un cinguettio a un suono stridulo. La maggior parte delle specie è ovipara , le uova sono bianche e bitorzolute e solitamente poste sotto la corteccia degli alberi o attaccate alla parte inferiore delle foglie. Alcune specie in Nuova Zelanda partoriscono per vivere giovani.

I gechi sono abbondanti in tutte le aree calde del mondo, e almeno alcune specie si verificano in tutti i continenti tranne l’Antartide.

Di cosa si nutrono i gechi?

I gechi sono carnivori a prescindere dalle loro dimensioni o abitudini, quindi mordono ma il suo morso non è velenoso. Si nutrono di insetti, piccoli invertebrati ma predano anche pulcini dai nidi degli uccelli.

Quanto vive un geco?

Un geco vive in media circa 10 anni e raggiunge la sua maturità sessuale pienamente a 5 anni.

Cosa fare se un geco entra in casa

Un geco in casa non è pericoloso ma è sempre opportuno trovare un modo per mandarlo via senza ucciderlo. Mettete la naftalina nei cassetti e nelle fessure e gli darete la possibilità di farlo andare via. Diversamente, potrete gettargli addosso dell’acqua fredda fin quando non uscirà.

Furetto: carattere e cose da sapere

Il furetto è un animale domestico attivo, curioso e amorevole ma ci sono alcune cose da capire prima di adottarne uno. I furetti non sono roditori ma appartengono alla famiglia dei mustelidi, come la puzzola o lo zibellino. Legano bene con altri animali, sono silenziosi, molto curiosi e intelligenti. Le loro dimensioni variano parecchio e, di solito, i più grandi raggiungono i 60 cm. Per quanto riguarda il peso, se il furetto femmina può pesare tra i 700 grammi e 1,3 kg, il maschio arriva addirittura a 2 kg. Hanno un aspetto allungato, orecchie tonde ricoperte di peluria e occhietti marroni scuri. Anche il loro naso è tondo e, solitamente, è di colore rosa, la coda è lunga e hanno denti molto appuntiti.

In certi momenti della giornata, sono anche estremamente attivi e capaci di mettersi nei guai a meno che non siano sorvegliati. La loro intelligenza li rende compagni interessanti, e sono in grado di divertirsi quando non ci sei anche se richiedono attenzione e interazione con i loro proprietari per la loro salute mentale e fisica.

Molti proprietari di furetti potenziali sono naturalmente preoccupati per quanto bene un furetto andrebbe d’accordo con i loro figli o altri animali domestici. Il bambino deve essere in grado di riconoscere che un furetto si comporta in modo diverso da un cane, gatto o altro animale domestico. Il bambino deve anche essere abbastanza grande per gestire la responsabilità di prendersi cura del furetto. I furetti non sono raccomandati per una famiglia con bambini di età inferiore ai 6 o 7 anni.

Poiché sono cacciatori naturali, i furetti di solito non possono essere addestrati per andare d’accordo con uccelli, pesci, conigli, roditori o lucertole ma possono essere generalmente addestrati per andare d’accordo con cani e gatti. Si noti, tuttavia, che terrier e cani simili sono stati originariamente allevati per la caccia.

In ogni modo, se hai un animale in casa, dai da mangiare separatamente ed assicurati di non permettere al tuo furetto di giocare con i giocattoli dell’altro animale.

Comportamento dei furetti

Ai furetti va insegnato a non mordicchiare o mordere, allo stesso modo in cui a gattini e cuccioli viene insegnato quale comportamento è appropriato. Un furetto allevato sul posto di solito non sarà aggressivo, ma è nella sua natura godere di giochi che simulano la caccia, il tiro alla fune, la caccia o il combattimento simulato. Un giovane furetto non capirà cosa ti ferisce e cosa non ti ferisce finché non comunichi i confini. Spetterà a te stabilire quei confini in modo appropriato, senza ferire il tuo furetto o insegnarlo a temere o diffidare di te.

Alcuni furetti rispondono alla paura, al dolore o a certi rumori o azioni mordendo.

Poiché i furetti mantengono molte tendenze selvagge, richiedono affetto, cura e comprensione. Senza il tempo necessario, la pazienza o la conoscenza dei bisogni di un furetto, si rischia di dover gestire un animale sfuggente al punto da essere rivenduti. Se non sei in grado, quindi, di dedicare il tempo e l’energia necessari per preparare un kit, l’adozione o il salvataggio di un animale più anziano potrebbe essere la soluzione perfetta. Basta stare attenti a capire perché viene dato via o come è stato abbandonato, ed essere doppiamente certi che sarai in grado di dargli un buon ambiente.

Consigli per acquistare un furetto sano

Mentre il colore, l’età o il sesso di un furetto potrebbero non avere importanza a lungo termine, la salute del tuo nuovo animale domestico è molto importante. Mentre scegli il tuo nuovo furetto, devi essere sicuro che sia nel migliore stato di salute. La chiave per giudicare un furetto sano è nel suo comportamento e nell’aspetto generale.

Un furetto sano dovrebbe essere giocoso, attento e curioso. I suoi occhi dovrebbero essere luminosi, le orecchie dovrebbero essere erette e i suoi movimenti dovrebbero essere lisci ed elastici. Non dovrebbero esserci perdite dalle orecchie, dal naso, dalla bocca, dagli occhi, dall’ano o dalle aperture sessuali e le sue orecchie, bocca e cuscinetti dovrebbero essere rosa e puliti.

I furetti sani hanno naturalmente solo un leggero odore di muschio che proviene da una ghiandola sotto la pelle. Ma hanno anche una sacca di profumo vicino all’ano, e un po ‘del profumo è passato nelle feci per aiutare gli animali a segnare il loro territorio. I maschi hanno anche un’urina più profumata.

I furetti castrati rilasceranno raramente il loro profumo a meno che non siano estremamente agitati o spaventati. Anche allora il profumo si dissipa rapidamente e può essere trattato con solventi speciali o lasciato evaporare da solo. Mantenere scrupolosamente pulita la lettiera può anche controllare eventuali cattivi odori.

Come allevare un furetto

A differenza dei gatti, i furetti non preferiscono naturalmente utilizzare una lettiera ma possono essere addestrati. Cominciate a costruirgli la gabbia usando una scatola all’interno della sua gabbia e, poi, gradualmente, gli lasciate più libertà scoraggiando il furetto ad usare altri angoli della stanza. Siate pazienti, positivi ed elogiatelo frequentemente.

Oltre alla preparazione della lettiera, dovrai prendere alcune precauzioni aggiuntive per la sicurezza del tuo furetto e per la sicurezza della tua casa e dei tuoi beni. A causa della loro curiosità, energia e della loro fisiologia, i furetti possono mettersi in spazi molto piccoli. A seconda delle dimensioni del tuo furetto, devi chiudere tutti i fori in casa. Presta particolare attenzione agli apparecchi da cucina, armadi e condotti di riscaldamento e ventilazione. Proteggi i cavi elettrici e le prese. Blocca le porte con cancelli di sicurezza appositamente progettati, o con pezzi di legno o plexiglass incastrati nello stipite della porta.

L’arredamento è un’altra area di interesse. ai furetti piace fare il nido, quindi fai attenzione a lasciarli vicino a divani, divani, letti e divani letto. Fai molta attenzione a salvaguardare il contenuto di cassetti e armadietti per impedire che il furetto li apra. Chiudi i coperchi del water per evitare annegamenti e controlla lavandini, vasche da bagno, secchi, ecc. Anche gli acquari dovrebbero essere coperti.

Molte piante sono pericolose, tossiche o mortali, e dovresti controllare tutte le piante della tua casa per sicurezza prima di lasciare che il tuo furetto si stacchi. Per impedire al tuo furetto di masticare le tue piante “sicure”, puoi provare a ricoprire le foglie con Mela amara o una soluzione simile.

Come un gatto, un cane o un bambino, dovrai proteggere il tuo furetto dai pericoli di soffocamento, compresi i sacchetti di plastica e le corde. Ma a causa delle piccole dimensioni del tuo furetto, dovrai considerare anche oggetti come i tubi di cartone che contengono carta igienica, asciugamani di carta o carta da regalo. Questi possono sembrare giocattoli economici, ma possono rappresentare un pericolo per il tuo animale domestico.

Cosa mangia un furetto

Il vostro furetto ha bisogno di molta acqua fresca e una dieta ricca di grassi e proteine. Mentre molti proprietari di furetti si nutrono di cibo per gatti o gattini, questo è in gran parte dovuto al fatto che ci sono pochissimi alimenti disponibili. In ogni caso, evita il cibo per gatti e il pesce aromatizzato.

Evita il cioccolato, la caffeina, i prodotti del tabacco, le cole, il caffè, il tè, il gelato, il latte e le cipolle. I furetti hanno bisogno di varietà, però, e faranno qualsiasi cosa pur di mangiare. Dategli carne fresca con croccantini generici ma non dategli mai frutta e cereali.

Quanto costa un furetto?

Il prezzo di un furetto va dai 100 ai 250 euro se lo acquistate in un negozio di animali domestici. Il prezzo varia in base al microchip obbligatorio, l’età e il sesso.

Bradipo: 3 curiosità sul mammifero più lento del mondo

Il bradipo è uno degli animali più lenti del mondo, sono lunghi 60 cm circa e hanno un peso variabile tra i 4 e gli 8 chili. Le loro zampe non permettono di camminare adeguatamente sul suolo e possono vivere fino a 40 anni grazie a dei microrganismi, depositati nel mantello, che non li fanno ammalare.

I bradipi hanno sviluppato il loro habitat nella foresta pluviale, in centro-sud America, dove vivono mimetizzandosi grazie ai riflessi verdognoli del loro mantello.

3 curiosità divertenti sui bradipi

1. Dormono il giusto, sono immobili per autodifesa

Il bradipo è immobile per gran parte della giornata per autodifesa e non per pigrizia. Non vogliono essere mangiati dalle aquile e,per questo, si ricoprono di una specie unica di pelliccia che è terreno fertile per le alghe. Quindi, dall’alto, i bradipi sembrano una vegetazione verde. Dormono poco più di nove ore al giorno.

2. Sono intelligenti e veloci

I bradipi si muovono lentamente ma non sono limitati dal punto di vista della velocità. Alcuni studi, seguiti da Donald Moore, hanno dimostrato che, quando vogliono, queste creature possono muoversi velocemente e con grande intelligenza.

3. La maggior parte di loro non può sopravvivere negli zoo

Ci sono sei specie di bradipi: quattro specie di bradipi tridattili e due varietà didattili. Di questi, solo i didattili si trovano spesso nei giardini zoologici. Si tratta di una questione di movimento e dieta. In natura, i bradipi a due dita si muovono più di 40 metri al giorno attraverso le cime degli alberi, hanno una dieta più varia, gustando di tutto, dalla lattuga, alle patate dolci bollite, all’uva.

Altri bradipi, invece, non mangiano quasi nulla, ma solo parti dell’albero di Cecropia, un albero della famiglia delle urticaceae della Foresta Amazzonica.

L’artrosi nel cane: sintomi e rimedi

L’artrosi del cane è un disturbo molto comune, si attesta che oltre il 20% dei cani prima o poi si imbatte in questa problematica.

In un precedente articolo ho parlato di quanto è importante la prevenzione e di come sia fondamentale accorgersi subito dei primi sintomi.

Se riesci a notare per tempo i primi segnali di un possibile problema articolare sei in grado di prendere provvedimenti in maniera repentina – eviterai al tuo cane di aggravare il suo problema e ti sarà più facile intervenire e migliorare la sua situazione.

Artrosi nel cane: sintomi

L’artrosi del cane è un processo cronico degenerativo che porta a una progressiva distorsione delle cartilagini articolari … In parole povere con l’avanzare dell’età le articolazioni del tuo fedele amico subiscono un lento deterioramento che è causa di forti dolori e di limitazioni motorie; l’artrosi colpisce una quantità sempre maggiore di cani, ad ora le statistiche attestano che 1 su 5 si imbatte prima o poi in questo spiacevole disturbo.

Ci sono razze di cani che, più degli altri, per natura hanno più possibilità di riscontrare problemi di artrosi: i cani di grossa taglia in primis (Rottweiler, Terranova, Alano, Labrador, Boxer).

Bisogna ricordarsi però che l’artrosi del cane può colpire non solo il cane anziano, nessuno ne è immune e per questo la prevenzione è vitale in questi casi.

Per evitare che l’artrosi non influenzi in negativo la vita del tuo cane hai bisogno di accorgerti dei primi segnali di insofferenza, in questo modo scongiuri l‘insorgere di problematiche più gravi in futuro.

Accorgersi dei primi sintomi è fondamentale, in questo modo puoi prevenire la rottura di masse muscolari o eventuali spostamenti posturali dannosi … Per questo motivo devi osservare per benino i comportamenti del tuo animale e scovare tutti gli indizi che ti possano far pensare a un problema di questo tipo.

Devi sapere che il cane non è sensibile come l’essere umano e di natura si abitua a convivere con i suoi dolori, se non si sta attenti si arriva a diagnosticare l’artrosi solo dopo che ha provocato seri danni, infatti solo quando il dolore sarà insopportabile avrai modo di vedere con i tuoi occhi le spiacevoli conseguenze che questa patologia riserva al tuo cane.

Infatti l’artrosi non si manifesta all’improvviso ma è un lento e progressivo evolversi: prima come leggeri fastidi poi come vere e proprie limitazioni motorie più o meno invalidanti.

Esistono segnali che indicano un possibile inizio di problema articolare, ecco una lista dei sintomi più noti in modo che tu possa accorgerti subito di eventuali irregolarità nel comportamento solito del tuo animale:

  • Tende ad ingrassare anche senza apparente motivo
  • Assume posture anomale quando cammina
  • il suo umore non è stabile e sembra essere poco interessato all’ambiente circostante
  • Evita di fare delle cose che prima faceva senza nessun problema: salire scale, saltare, correre, giocare …

Artrosi nel cane: rimedi

Se il tuo cane soffre di questo disturbo devi agire seguendo una terapia combinata ben precisa: la soluzione è sposare un giusto stile di vita con un’alimentazione adeguata e un preciso trattamento per il controllo del dolore.

La prevenzione in questi casi è l’ arma più potente che hai nel tuo arsenale, se tu e il tuo cane adottate comportamenti adeguati il rischio di incappare in questi disturbi cala vertiginosamente.

Le linee guida preventive o di miglioramento di un eventuale disagio si possono riassumere in questi 5 punti:

1° Monitorare il peso del proprio cane

Un cane in perfetta forma è la soluzione migliore contro l’artrosi, infatti un cane con un peso ideale non sforza eccessivamente le sue articolazioni.

Se invece hai un cane sovrappeso i carichi verso le sue articolazioni aumentano considerevolmente e questo alla lunga può provocare dolori e limitazioni motorie più o meno invalidanti.

2° Attività fisica controllata

Una corretta attività fisica giornaliera rimette in forma il tuo cane e gli permette di perdere peso – Via libera a le classiche passeggiate con il tuo cane, fai le cose con gradualità aumentando ogni volta il tempo di questa passeggiata – inizialmente non esagerare mi raccomando!

Per chi può permetterselo il nuoto è un valido sistema che aiuta il tuo cane a rafforzare le sue giunture ed è un ottimo modo per farlo muovere in maniera produttiva per la sua salute.

Se il tuo cane è pigro inducilo a muoversi ad esempio con dei giochi: puoi dargli il suo cibo in una ciotola lontano da lui, la fame supera ogni pigrizia

3° Una dieta casalinga per cani SANA

Una dieta casalinga per cani SANA prevede la somministrazione di alimenti idonei nelle giuste proporzioni, se eviti di dargli cibi dannosi e segui le giuste dosi ti ritrovi ad avere un cane in perfetta forma – un giusto mix di alimenti corretti (carne, verdura, frutta, integratori ….) rende il tuo cane più forte e meno predisposto a cadere in queste problematiche.

Un capitolo del mio corso è dedicato agli integratori: devi sapere che oltre ad essere usati come supporto nutrizionale certi integratori hanno un effetto antinfiammatorio e possono servire per combattere l’ artrosi.

4° Visita ortopedica di controllo

Una visita di controllo dal tuo veterinario è indispensabile per tracciare una terapia personalizzata per la cura dell’artrosi del cane.

Solo dopo aver controllato per benino il tuo cane, il veterinario è in grado di valutare al meglio la situazione: nel caso ti può prescrivere determinati farmaci per il controllo del dolore o suggerire terapie di fisioterapia che devono essere svolte da personale competente. Ricorda di effettuare check up periodici dal tuo veterinario per valutare la buona riuscita della terapia in corso e nel caso valutare eventuali correzioni.

5° Interventi chirurgici

Nei casi limiti è conveniente intervenire chirurgicamente – questa è l’ ultima delle soluzioni possibili ma in certi casi è necessaria.

Alimentazione beagle: qual è il cibo migliore?

Il beagle è una razza di cani da caccia di taglia media e di origine inglese.

Il beagle ha una struttura robusta ed elegante, la testa è di media lunghezza e il muso non arrotondato, mentre il tartufo è largo e nero, le narici ben aperte. Ha due occhi grandi, distanziati e di color nocciola, dall’espressione vivace e molto dolce; le orecchie sono lunghe con le estremità arrotondate, e scendono sulle guance, raggiungendo la punta del naso. La coda è di media lunghezza e non è mai arrotolata verso il dorso né inclinata sul davanti. Il pelo è corto e impermeabile; ogni colore è ammesso, a patto che la punta della cosa sia bianca: i colori basici sono il bianco, il nero, il marrone chiaro, e ognuno varia in tonalità e sfumatura. Per quanto concerne l’altezza, gli standard suggeriscono che non superi i 40 cm.

Il beagle è stato definito un cane dalla salute di ferro, e visto il suo ottimo sistema cardiocircolatorio è stato purtroppo utilizzato nella sperimentazione scientifica da parte di case farmaceutiche e nella ricerca clinica.

Il beagle è un cane molto socievole e giocoso, adatto ai bambini vista la sua indole per niente aggressiva o timida. Non è un animale facile da addestrare, probabilmente viste le sue origini come segugio: sono necessarie tanta pazienza, molta gentilezza e fermezza poiché gli basta un semplice odore per distrarsi.

Ha bisogno di muoversi e sfogare la sua vitalità: è possibile allevarlo anche in una casa senza giardino, ma è necessario accontentarlo con lunghe passeggiate.  Molto particolare è il suo modo di abbaiare: emette lunghi ululati con il muso rivolto verso l’alto.

Qual è il cibo migliore per un beagle?

E’ importante che l’alimentazione del beagle sia dilazionata in due pasti principali, ma è possibile dargli da mangiare delle crocchette fuori pasto, soprattutto se il cane è in periodo di addestramento. Essendo anche particolarmente vorace, sarà opportuno tenere sotto controllo il suo buon appetito, e quindi fornirgli una dieta molto equilibrata, così da evitare che ingrassi.

Non è sconsigliata una dieta casalinga, ma è bene ricordare che i cibi industriali di buona qualità sono più indicati: garantiscono al cane gli elementi nutrizionali di cui ha bisogno, nella giusta quantità. Assolutamente da evitare sono gli avanzi, che contengono in genere olio o burro, cipolla, o altri condimenti che sono altamente nocivi per il cane.

Cure

Trattandosi di un cane a pelo corto, non necessita cure particolari, eccetto semplici spazzolate per cui ci si può anche servire di un guanto dentellato in materiale plastico che carezza, senza provocare alcun dolore, il manto del beagle, asportando le impurità.

Qualche volta, il beagle può mostrare occhi eccessivamente arrossati a causa della polvere: possono essere trattati con del semplice collirio. Le unghie, in genere, si usurano grazie all’azione del terreno, ma se sono troppo lunghe, sarà bene farle tagliare: l’interno dell’unghia presenta terminazioni nervose per cui è consigliabile farlo fare a un veterinario. Conoscendo l’indole giocosa e vitale del beagle, qualsiasi comportamento apatico potrà suggerire un consulto veterinario.

Barboncino Toy: carattere, salute e allenamento

Il barboncino toy è famoso per il suo temperamento amichevole e per l’altissimo livello di intelligenza. Il barboncino toy è un cane piccolo, elegante e sempre vivace, con un’espressione vigile e una corporatura atletica. Il pelo è spesso, riccio e filiforme, il muso lungo, la testa arrotondata. Le orecchie pendono vicino alla testa, gli occhi sono di forma ovale e colore scuro (alcuni hanno un bellissimo color albicocca) e hanno una leggera depressione dietro il garrese. La coda è la metà della lunghezza normale di un barboncino.

L’altezza al garrese è tra i 24 e i 28 cm ed è proporzionato come un barboncino nano.

Barboncino toy: carattere e caratteristiche

Un barboncino toy deve essere spazzolato regolarmente per evitare grovigli nel pelo. Il bagno e il taglio va fatto ogni tre settimane. Sono cani amichevoli e socievoli che amano correre e scatenarsi e, curiosamente, sono stati originariamente utilizzati per aiutare i cacciatori di uccelli acquatici. Sono veri cani di famiglia che possono giocare con i bambini per tutto il pomeriggio, per poi rannicchiarsi nel soggiorno per una serata di relax. I barboncini toy sono ottimi cani da guardia, sono attenti e curiosi ed è una scelta eccellente per una famiglia.

Possono vivere felici in appartamento così come possono stare bene in una grande casa con un cortile. Ovunque abitino, hanno bisogno di passeggiate quotidiane e di correre ogni settimana. I barboncini che non sono abbastanza allenati possono diventare troppo nervosi e abbaiare eccessivamente.I barboncini sono cani sensibili a cui piace vivere in ambienti tranquilli. Se la tua casa è piena di caos, questo può causare stress inutile al tuo barboncino. Anche se sono bravi con i bambini, spesso non stanno bene nelle case con molti bambini dove ci possono essere un sacco di urla e di tensione.

Come curare un barboncino toy

Controllate regolarmente le orecchie per evitare un accumulo di cerume, irritazioni o infezioni e provvedete a pulirle con un batuffolo di cotone e un detergente approvato dal veterinario. Pulitegli i denti ogni settimana per evitare l’accumulo di tartaro ed evitare l’alitosi. Le unghie, infine, vanno tagliate mensilmente.

Barboncino toy: come allenarlo

I barboncini sono cani altamente addestrabili. Sono degli studenti naturali, quindi non dovrebbero mettere alla prova la tua pazienza durante le sessioni di allenamento.