Barboncino: informazioni, carattere e durata della vita

Il barboncino, o barbone, è un cane di taglia medio con una testa rotonda e occhi marroni, o neri, di forma ovale e distanti tra loro. Le orecchie sono lunghe e piatte e la coda è sempre rivolta verso l’alto. Il pelo può essere a filo o riccio e può essere di tanti colori.

Le origini del barboncino sono controverse: alcuni ritengono che la razza sia nata in Germania e altri sostengono che sia disceso dal Barbet , un cane francese, e potrebbe essere stato incrociato con il cane da acqua ungherese.

C’è qualche controversia sulle origini del barboncino. Alcuni ritengono che la razza sia nata in Germania come Pudelhund (una combinazione della frase “schizzare intorno” come omaggio all’amore della razza per l’ acqua e la parola tedesca per “cane”), e altri sostengono che sia disceso dal Barbet , un cane francese, e potrebbe essere stato incrociato con il cane d’acqua ungherese.

Informazioni

La varietà francese è stata nominata chien canard o caniche per ricordare le sue doti di cacciatore anatra, e in effetti, il barboncino è il cane più amato in Francia. Tuttavia, l’antica varietà tedesca della razza è in gran parte responsabile del barboncino che conosciamo e amiamo oggi, ed è presente in tre diverse misure: barboncino standard, barbone miniatura e barboncino toy.

L’arte antica raffigura il barboncino sulla terraferma europea già nei secoli XV e XVI . Fu molto popolare nella Spagna del XVIII secolo, è presente nei quadri dell’artista spagnolo Francisco Goya, e come animale domestico preferito dei reali francesi durante la stessa epoca.

Grazie alla sua superiore intelligenza e capacità di allenamento, il barboncino è stata utilizzato per diversi scopi nel corso della storia. È stato usato come cane da caccia per l’acqua, cane guida, cane da guardia, cane da compagnia e persino come artista circense.

Carattere

 I barboncini sono tra le razze canine più allenabili. Sono attivi con un aspetto e un movimento aggraziato. Anche se sono meno energici degli altri cani, i barboncini richiedono un allenamento costante e coerente e un regolare esercizio fisico per frenare i comportamenti indesiderati. Sono sensibili ai toni della voce e non rispondono bene alla dura disciplina.

Questa razza amichevole non ama la solitudine, può soffrire di ansia da separazione e non dovrebbe mai essere ospitata in canile o costretta a vivere all’aperto. I barboncini standard sono perfetti con i bambini e vanno d’accordo con altri cani. Hanno un carattere allegro, vivace, gli piace stare all’aria aperta e socializzare. Molto intelligente e furbo, obbedisce solo ai comandi che gli sembrano sensati.

La durata della vita del barboncino va dai 10 ai 18 anni.

Come svezzare i cuccioli spiegato fase per fase

La prima cosa da tenere a mente è che il cane cucciolo, a differenza del cane adulto, ha un apparato digerente molto più delicato. Per questo motivo è essenziale prendere in considerazione diversi elementi nell’organizzazione della sua dieta (stazza, età, taglia e razza).

Il cucciolo, essendo in una fase di crescita, ha un fabbisogno nutrizionale giornaliero fino a 4 volte maggiore rispetto a quello di un cane adulto, ovviamente sempre in relazione al peso.

La seconda cosa da sapere in un’alimentazione del cucciolo SANA è che devi nutrirlo più volte al giorno, in questo modo eviti le possibili torsioni allo stomaco che troppo cibo in una volta sola potrebbe provocargli.

Approssimativamente un cucciolo deve nutrirsi una volta ogni 2/3 ore di giorno, e circa una volta ogni 4 ore la notte.

La terza cosa da sapere è che in un’alimentazione casalinga il tuo cucciolo attraversa tre fasi ben distinte e ognuna di esse deve sottostare a direttive precise.

Le tre fasi sono: prima dello svezzamento, durante lo svezzamento, dopo lo svezzamento.

La quarta cosa da sapere è che la fase prima dello svezzamento è la più importante e fondamentale per lo sviluppo psichico e comportamentale del tuo cane. In questa fase il cucciolo ha bisogno principalmente del latte materno poiché è il solo alimento che contiene i giusti nutrienti per garantirgli una crescita sana.

Per questi motivi consiglio di adottare un cucciolo dopo i 60 giorni.

Può, tuttavia, capitare a chiunque di trovare un piccolo senza la mamma, in questi casi è fondamentale trovare una maniera per nutrirlo nelle prime settimane di vita con qualcosa che sia il più possibile simile al latte che gli darebbe la sua mamma.

La quinta cosa da sapere è che dopo le prime settimane di vita al cucciolo inizieranno a formarsi i denti, questo segnale ci mostra che il nostro Fido è pronto per mangiare cibi solidi.

In questa fase diminuisci gradualmente la quantità di latte e inserisci nella sua dieta dei mix di carne e verdura. Questi mix devono essere composti da: lattuga, sedano e altre verdure a foglia verde.

E’ possibile inserire anche altre tipologie di verdure come carote e zucchine.

Siate graduali nella somministrazione delle verdure: inserite 2/3 tipologie max ogni settimana, per poi aumentare progressivamente il numero.

Successivamente inserite in questi mix anche della carne: una tipologia a settimana per iniziare. In questo modo il cucciolo a poco a poco si abitua al cambio di alimentazione.

Come curare il pelo del cane con alcuni rimedi utili

La cura del pelo del cane passa da buoni e regolari lavaggi, non tutti i cani però amano essere lavati: per riuscire al meglio nell’impresa, specialmente con quelli a pelo lungo o di grossa taglia, fallo all’aperto e in spazi pavimentati.

Scegli sempre uno shampoo specifico per cani: i detergenti ad uso umano sono troppo aggressivi (i cani hanno uno strato naturale di grasso sotto il pelo che li protegge dagli agenti esterni, usando prodotti sbagliati rischi di danneggiarlo) e quindi non idonei per questo compito.

Per un pelo sempre lucente e per evitargli fastidiosi pruriti, non dimenticare mai di inserire nell’alimentazione del cane cibi ricchi di Omega 3 e Omega 6 (pesce, oli vegetali, pane integrale secco) …. ricordati che in una dieta casalinga del cane SANA questi alimenti non devono mai mancare.

Se hai scelto per un’alimentazione casalinga del cane, non trascurare l’importanza che la vitamina A e B hanno sul pelo del tuo amico: ricordati di inserire nella loro dieta cibi che le contengano.

Per approfondire questa tematica sulle vitamine che necessita il tuo cane ti rimando a questo articolo: L’importanza delle Vitamine negli Alimenti per Cani

Come scritto precedentemente la cura del pelo del cane passa attraverso buoni e regolari lavaggi …. non devi esagerare però!! … Troppi lavaggi sono controproducenti per il suo pelo e il suo odore – infatti il cane può emanare uno sgradevole odore se lo si lava troppo spesso.

Per un pelo perfetto, prenditi sempre cura del suo manto fin da cucciolo, ma non eccedere in trattamenti superflui solo per soddisfare un tuo capriccio!

Un fattore importante poi nella cura del pelo del cane è il modo con cui lo si alimenta …. ricorda che un cane che mangia sano avrà un pelo molto più splendente e profumato rispetto ad suo pari che si alimenta con cibi spazzatura …. Occhio quindi alla sua alimentazione!!

Come dare da mangiare al tuo cane

Fin da piccoli i cani hanno bisogno di ricevere una giusta educazione alimentare, se ti impegni a farlo il tuo cucciolo memorizzerà tutti i buoni comportamenti che gli avrai insegnato e da adulto avrai un cane educatissimo.

Se hai un cane cucciolo è buona norma insegnargli fin da subito il giusto modo di rapportarsi con la sua pappa, questi piccoli consigli pratici che ora ti indico gli fanno instaurare delle buone abitudini che sono molto importanti per la sua corretta crescita.

In un’alimentazione casalinga del cane sana è conveniente seguire delle direttive ben precise su come somministrare il cibo al proprio cane, educarlo già da cucciolo in questo senso è il miglior modo per procedere.

Prima di tutto si deve passare dalla preparazione della sua ciotola: dopo aver inserito la razione di pappa adeguata dirigiti nella zona dove il cane consuma solitamente il pasto (per educarlo a dovere cerca di dargli da mangiare in punti ben precisi), se il cucciolo ti si fionda addosso saltando e abbaiando a più non posso fermati! Respira e conta fino a 100! 

Aspetta che si calmi e appena ciò accade continua a dirigerti verso la zona pasto designata.

Ovviamente un cucciolo alla vista del proprio pasto non sarà mai quieto e mogio completamente, però se dimostra troppa impazienza il consiglio è di aspettare che si calmi almeno un pochino.

Arrivato alla zona pranzo adagia lentamente la ciotola, se il tuo fido si fionda a 300 all’ ora verso di essa risollevala! (sembra un pochino insensibile ma è l’ unico modo che hai per educare al meglio il tuo cane) …. Appena si calma riabbassa la ciotola!

Questo modo di procedere va a lavorare sulla calma e l’autocontrollo del tuo cane.

Quando il cane ti guarderà in maniera quasi passiva lo svolgere di queste operazioni avrai raggiunto lo scopo.

Fissa poi un tempo massimo in cui tieni la ciotola a disposizione (20/25 minuti max), in questo modo il tuo cane capisce che sei tu ad avere il controllo del pasto e non lui.

In un’ alimentazione casalinga per cani SANA questo sistema ti permette di garantire al tuo cane una regolarità nei pasti, essendo un animale abitudinario questo modo di procedere è il più salutare.

Per di più se tieni sempre a disposizione il cibo non ti accorgi quando e quanto mangia, se invece segui questo consiglio sarai in grado di tenere sotto controllo la sua dieta.

Non cedere se il tuo cucciolo non tocca la pappa, non preparargli qualcosa d’altro perché altrimenti inizierà a fare i capricci e sarà lui poi a decidere cosa voler mangiare e quando e per te risulterà poi un problema gestire la situazione andatasi a creare. (un pasto saltato non è poi la fine del mondo)

Questi piccoli accorgimenti sono in grado di abituare il tuo cane a sviluppare comportamenti virtuosi per la sua salute …. So già che molti di voi amano viziare i propri cani magari imboccandoli personalmente, ma in ambito alimentare, anche se ci sembra di non far nulla di male, questi modi di agire sono controproducenti.

Shih Tzu: informazioni, carattere e malattie

Foto di carlosleucipo da Pixabay

Lo shih tzu, chiamato anche piccolo leone, è un cane di origine cinese di piccola taglia ed è un ottimo cane da compagnia e da esibizione.

Nonostante sia piccolo, è molto robusto: l’esemplare adulto raggiunge una lunghezza che va dai 25 ai 28 cm per un peso che oscilla tra i 4 e gli 8 kg. La testa è di forma arrotondata, il muso è corto e peloso, con barba e baffi molto folti, il naso è nero; gli occhi sono grandi e rotondi, scuri nella maggior parte dei casi; le orecchie sono cadenti e ricoperte di pelo; la coda si arriccia sulla parte posteriore.

Gli arti sono corti, muscolosi e con una solida ossatura; le zampe sono abbastanza grosse; il collo è forte e arcuato. Il corpo è rivestito da un manto lungo e setoso, con un sottopelo lanoso; sono ammissibili tutti i colori, ma il tricolore rosso, nero e bianco è il più apprezzato. Vive in media 16 anni.

I difetti più ricorrenti sono l’enognatismo, le misure fuori standard, la depigmentazione del tartufo, l’occhio chiaro, il dorso scorretto, il criptorchidismo, il monorchidismo, la testa stretta, gli occhi piccoli, il mantello povero di pelo, il muso appuntito, i bordi palpebrali rosa pallido.

Carattere

Lo Shih Tzu è un ottimo cane da compagnia, dall’indole dolce e vivace. Si affeziona particolarmente al proprio padrone, ama le coccole e la compagnia delle persone: visto il carattere esuberante, ma affettuoso, è indicato per i bambini. E’ anche testardo e orgoglioso e qualche volta può mostrarsi diffidente con gli estranei, ma quando si abitua alla loro compagnia, diventa gioioso e va d’accordo con tutti, anche con altri animali. E’ intelligente e se gli viene dato un ordine, è in grado di eseguirlo in maniera soddisfacente.

Vista la taglia piccola, è il tipico cane d’appartamento, ma le passeggiate all’aperto sono comunque molto apprezzate: è un cane vivace, che ama muoversi e giocare col proprio padrone.

Cure e Alimentazione

Lo shih tzu ha bisogno di costanti cure, soprattutto per quanto riguarda il lungo pelo: dovrà essere lavato ogni 7 o 15 giorni con prodotti specifici per il suo pelo, e spazzolato ogni giorno. Poiché non tollera il caldo eccessivo, in molti preferiscono tosarlo sebbene molti veterinari siano del parere che il lungo pelo protegga l’animale dai raggi del sole.

Particolarmente importante è la cura degli occhi e delle orecchie: i primi sono particolarmente sensibili, per cui è preferibile pulirli con delle gocce facilmente reperibili in commercio. Per quanto riguarda l’alimentazione, questa dovrà essere equilibrata e modesta: gli esemplari appartenenti a questa razza tendono a ingrassare.

Salute

Lo shih tzu è solito avere un respiro affannoso e di conseguenza tende a russare; alcuni esemplari sono predisposti ad avere problemi alle orecchie, agli occhi e all’apparato respiratorio. Inoltre, possono avere ernie del disco causate dai piedini posteriori molto corti.

Poiché i denti dello shih tzu tendono a cadere precocemente, sono consigliate frequenti visite veterinarie così da tenere sotto controllo la dentatura dell’animale. Sono inclini all’obesità e alle malattie degli occhi come il glaucoma.

Weimaraner: informazioni, caratteristiche e consigli

Il Weimaraner o Bracco di Weimar è un cane da caccia grande ed elegante. La sua testa è lunga, aristocratica, ha orecchie lunghe e pendenti, il naso grigio e occhi intelligenti sul grigio bluastro. Normalmente i weimaraner hanno un collo lungo e zampe lunghe e muscolose. Il pelo è lucido, liscio e corto, sul grigio. 

Weimaraner: temperamento e caratteristiche

Un Weimaraner sano può vivere fino a 17 anni con una media di 12-14 anni. I comuni problemi di salute includono displasia dell’anca, tumori e disturbi del sistema immunitario. Invece di un grande pasto, sono sufficienti due pasti più piccoli al giorno.

I weimaraner sono devoti e affettuosi membri della famiglia. Non rispondono a comandi meccanici e non hanno abitudini prevedibili. Questi cani sono desiderosi di compiacere e seguono i comandi senza problemi, ma hanno anche esigenze e richieste che devono essere soddisfatte affinché la relazione funzioni. Dategli amore e attenzione, esercizio quotidiano e “compiti” per fare del tuo weimaraner un compagno felice, contento e collaborativo.

Il Weimaraner è facile da addestrare, da un lato, perché è un cane molto intelligente ma, d’altra parte, per alcuni aspetti, potrebbe essere impegnativo. Ha un carattere forte, ostinato ma equilibrato. 

Il Weimaraner ha la tendenza a governare la famiglia se non adeguatamente addestrato. Un proprietario volitivo, con il tempo e la capacità di allenarsi, socializzare e giocare, è quasi essenziale.

Weimaraner: allevamento

Il Weimaraner può inavvertitamente rovesciare cose e persone. Per questo motivo, probabilmente non sono adatti ad appartamenti. Devono fare molto esercizio e avere un cortile in cui giocare. Rivolgetevi ad un educatore professionale o ad un allevamento per poter controllare il suo lato esuberante. 

Prezzo

Il weimaraner va preso da cucciolo e solo dopo aver conosciuto il pedigree dei suoi genitori. Il prezzo si aggira sugli 800 euro e garantisce l’ottimo stato di salute del cucciolo.

Storia

Il Weimaraner è una razza relativamente nuova, risalente solo al 19 ° secolo. Creato da nobili della corte di Weimar che desideravano una razza che esemplificasse tutti i loro tratti preferiti – buon senso dell’olfatto, intelligenza, impavidità e velocità – il Weimaraner era abituato a cacciare oggetti di grande valore come cervi e lupi. Nei primi anni del Novecento un cineasta americano di nome Howard Knight si unì al club, acquistò due “Weims” e li riportò negli Stati Uniti. L’AKC registrò la razza nel 1943.

Zanzara tigre: chi colpisce e come combatterla

Con l’arrivo della bella stagione torna l’incubo zanzara tigre. Cerchiamo di conoscerla un po’ meglio e capire come difenderci, ricordandoci che anche le zanzare fanno parte della catena alimentare e, per questo, hanno molta importanza per l’ecosistema ambientale.

1) Conosciamo un po’ meglio la zanzara comune e quella tigre?

Innanzitutto va detto che in Italia non esistono solo queste due zanzare ma ci sono oltre 60 specie, non tutte comuni, e alcune delle quali sono anche parenti della zanzara tigre.

Sono solo le femmine che pungono. Pungono perché debbono portare a maturazione le uova e con il sangue ottengono sostante nutritive per le loro uova. Sono soprattutto attirate da anidride carbonica, non tanto dalla luce. La tigre provoca punture molto dolorose causate dalla femmina che quando ci punge inietta una sostanza coagulante, molto irritante e responsabile della gonfiore.

2) Che tipo di comportamento hanno?

Hanno un comportamento completamente differente che si rispecchia anche nella scelta dell’habitat. La zanzara comune preferisce deporre le uova in raccolte d’acqua di una certa estensione (abbastanza grande come laghi, lagune ecc.) mentre la zanzara tigre originariamente è una zanzara che si è adattata a deporre nelle piccole pozze d’acqua, negli incavi degli alberi quindi da noi colonizza micro ambienti che possono essere sottovasi, tombini, piccole cisterne abbandonate sul balcone. La zanzara comune punge di notte mentre quella tigre punge di giorno ed è molto più insistente, vola a scatti. Se la scacci torna, magari da un braccio va su una gamba. Ed è per questo che colpisce spesso chi lavora all’aperto, giardinieri ecc.

La tigre è anche chiamata la zanzara degli impiegati perché, colpendo di giorno, attacca le caviglie degli impiegati in ufficio.

3) L’uomo ha colpe sull’aggressività di questi insetti e sull’arrivo della zanzara tigre in Italia?

In effetti è proprio l’uomo che ha determinato la forma aggressiva della zanzara comune. Quella di due secoli fa era una specie che deponeva in acque pulite e pungeva soprattutto gli uccelli. Noi, alterando l’ambiente ed inquinando le acque, abbiamo creato i presupposti per far nascere le zanzare odierne che pungono l’uomo e che oggi depongono anche nelle acque sporche.

Per quel che riguarda l’arrivo della zanzara tigre in Italia è assodato che sarebbero state importate accidentalmente delle uova dal commercio di copertoni usati. Le uova della zanzara tigre, infatti, resistono al disseccamento mentre la zanzara comune deve deporre in raccolte d’acqua permanenti, di una certa estensione. La zanzara tigre può deporre in luoghi anche umidi, in terreni umidi che poi vanno incontro al disseccamento. Nei copertoni, dunque, l’acqua si è disseccata ma sono rimaste le uova. La specie è distribuita attualmente al livello intertropicale. Studiandola geneticamente pare che il nostro ceppo sia originario dell’America e sia arrivato in Italia negli anni Ottanta. La prima segnalazione formale è quella di Genova. Se ce accorsero gli operatori cimiteriali del comune. Però, ricostruendo la diffusione sembra che il primo sito di introduzione in Italia sia stato il padovano.

4) Come possiamo combatterle o imparare a conviverci?

E’ importante che tutti noi si contribuisca a far diminuire questi piccoli focolai più che chiedere alle amministrazioni di inondare le strade di insetticidi.

Gli insetticidi hanno un grosso impatto sull’ambiente. Ne esistono oggi di origine biologica molto selettivi, si tratta delle tossine di un batterio, che colpisce le larve e lascia relativamente indenni gli altri organismi ma sono utilizzabili soltanto nei grandi specchi d’acqua.

Per la zanzara tigre possiamo fare un minuzioso controllo del nostro territorio cambiando spesso l’acqua dei sottovasi, evitando di avere dell’acqua, magari mettendo sopra una rete se si hanno secchi in balcone.

Una certa efficacia sulle larve giovani ce l’ha il rame. Se si mettono dei fili elettrici scoperti nei sottovasi nelle larve giovani possono avere un certo effetto, eliminarle. Effetto analogo lo si ha mettendo il sale nell’acqua ma ciò non gioverebbe alle piante.

5) Possiamo spezzare una lancia a favore delle zanzare?

Fanno parte della catena alimentare sono cibo per pesci, allo stadio larvale, e cibo per uccelli da adulti. Per questo mi trovo a non consigliare una radicale uccisione di tutte le zanzare perché avremmo degli effetti a catena nei sistemi acquatici.

Efficacia limitata, infine, hanno anche il geranio e la citronella perché seguono l’anidride carbonica. Questa è una piccola leggenda metropolitana. Trae fatto che molti insetticidi sono a base di piretro, crisantemo, ma non è così.

Pastore bergamasco, il duro dal cuore tenero in famiglia

Il pastore bergamasco è sereno e silenzioso proprio come le valli in cui fu protagonista di eroici sanguinosi duelli contro i lupi o guardiano temuto da bande di predatori di bestiame. La razza, un tempo fra le più diffuse nelle zone montane lombarde ha rischiato la scomparsa per la drastica diminuzione delle greggi nelle valli bergamasche. Di recente però vi è stato un notevole recupero ad opera di alcuni appassionati che fanno riferimento al professor Guidobono Cavalchini, docente di veterinaria alla Statale e fra i più noti esperti della razza nel mondo.
L’aspetto è inconfondibile per il mantello che somiglia ad una originalissima gualdrappa. Negli esemplari più anziani questa giunge sino a terra ed è un elemento indicativo dell’età. Ad ogni muta, cioè quando il cane cambia parte del mantello, i peli non cadono come negli esemplari di altre razze, ma si uniscono fra di loro e formano un ammasso simile ad un tessuto e che in gergo viene chiamato «bioccolo».
Negli anni si allunga e conferisce al bergamasco un aspetto caratteristico formando anche una corazza impenetrabile al gelo e, un tempo, ai denti dei carnivori fra cui orsi e lupi.
Abituato ad una vita dura e solitaria con il pastore, il bergamasco è particolarmente robusto, poco espansivo, ma sempre vigile e pronto ad eseguire gli ordini purché ad impartirli sia il padrone od altra persona che è riuscita a conquistarsi la sua fiducia.
In casa si rivela un compagno affettuoso e tranquillo, un guardiano attento e sicuro. Con i bimbi è addirittura commovente: sopporta le loro angherie, ne diviene il custode affettuoso ma anche il compagno in scorribande e il complice nei giochi e capace di instaurare ingenue complicità con atteggiamenti che sono addirittura commoventi.
Si adatta alla vita in appartamento anche se, nato per gli alpeggi, gli è salutare un’esistenza all’aria aperta. Per l’acquisto si consiglia di rivolgersi sempre ad esperti o ad allevatori.

Fonte: Corriere della Sera, 9/6/2006

Setter irlandese, atletico ed elegante: da cacciatore ad amico di famiglia

Foto di Mr_Incognito_ da Pixabay

Il color mogano, le lunghe frange, il corpo slanciato da galoppatore autentico, lo rendono addirittura suggestivo e per questo non sembrano azzardate le definizioni di «figlio del vento» e «cane più bello». Basta guardarlo per capire come aspetto ed indole continuino ad estendere il successo del Setter irlandese. La sua eleganza, per alcuni addirittura eccessiva, lo ha allontanato dai campi di gara e dai terreni di caccia per cui fu selezionato in Irlanda e già al principio del secolo scorso, quando i primi esemplari furono importati a Milano, c’era chi lo acquistava per averlo amico in casa.
Lasciato libero si lancia in frenetiche galoppate con il naso al vento per captare anche le più labili tracce di selvatici. Proprio per questo in campagna non va mai lasciato libero ma tenuto costantemente sotto sorveglianza. Un tempo i cacciatori irlandesi preferivano gli esemplari con alcune macchie bianche perchè erano più visibili nelle brughiere nebbiose. Ecco perché, nonostante la selezione, alcuni esemplari hanno macchioline candide sul petto, sotto la gola, sul mento e sulle zampe oppure una graziosa «stellina» in fronte.
Affettuoso, alieno da litigi con altri cani verso cui rimane diffidente, si affeziona alla casa ed a tutti i membri della famiglia da cui pretende carezze e a cui risponde sempre con rapidi scodinzolii. Proprio per l’indole non è adatto né alla guardia né alla difesa: chi lo acquista deve convincersi di portare a casa un amico autentico e bellissimo e non un difensore dei beni. Ma anche l’Irlandese dev’essere educato sin da cucciolo a non tirare il guinzaglio, ubbidire ai comandi, rimanere solo in casa senza lamentarsi, non pretendere continuamente cibo. Il maschio è più imponente e testardo della femmina, di carattere dolcissimo.
Acquistato a due mesi – meglio rivolgersi ad un allevatore italiano, pretendendo di vedere la madre e gli altri cuccioli – sembra un buffo giocattolone con i movimenti scoordinati e coperto dalla lanuggine. In poco tempo però diventa un cane magnifico che fa girare la testa ai passanti.

Fonte: Corriere della Sera, 2/6/2006

Terranova, un «bagnino» da guardia: il gigante buono che ama i bambini

Foto di Peter Hauschild da Pixabay

A vederlo camminar tranquillo sui marciapiede di Milano non lo diresti il signore delle acque. Eppure il Terranova è proprio il re del nuoto, un autentico funambolo di onde e flutti tanto che viene anche impiegato, e con ottimi risultati, come cane da salvataggio. Il nome deriva dall’omonima isola, scoperta nel 1497 dai fratelli Sebastiano e Giovanni Caboto, in cui veniva selezionato. Abituato a vivere sulle imbarcazioni, era addestrato dai marinai a portare la gomena a riva in modo da poter ancorare il natante, recuperare oggetti caduti accidentalmente dalla tolda ma anche a gettarsi in soccorso di persone. Proprio per l’indole tranquilla, ma anche la sicurezza con cui affronta i malviventi, ebbe presto un posto di privilegio nei parchi delle ville o accanto ai bambini di cui diventa un affettuoso compagno di giochi e custode.
La sua fedeltà alla casa ed alle persone è addirittura proverbiale e ne fu testimone lord Byron, che nel 1815 fece incidere sulla lapide in memoria del proprio Terranova un commovente epitaffio: «… possedeva tutte le virtù dell’uomo senza i suoi vizi». In casa diventa – ed è ovvio – ingombrante con la sua altezza di almeno 70 centimetri ed un peso di poco inferiore a 70 chili, ma meno di quanto si ritenga: resta quieto nel suo angolo, alzandosi raramente e quasi sempre per dimostrare il suo affetto. Qualche inconveniente, in appartamento, lo si ha per il pelo, lungo oltre un centimetro e così fitto da non lasciar passare neppure una goccia d’acqua. Il colore preferito è il nero ma esistono anche esemplari marrone o color cioccolato e bianchi e neri. I cuccioli sono sempre un po’ goffi e paiono persino pigri. A cinque mesi però sono già in grado di eseguire correttamente i comandi e ad un anno diventano dei perfetti esecutori.
Imparano presto a rimanere al guinzaglio o camminare accanto a chi li conduce evitando risse con altri cani. Due passeggiate al giorno gli sono sufficienti per mantenersi in ottima salute. Soffre il caldo e, in presenza dell’acqua, anche in inverno, è difficile tenerlo a riva.