Zanzara tigre: chi colpisce e come combatterla

Con l’arrivo della bella stagione torna l’incubo zanzara tigre. Cerchiamo di conoscerla un po’ meglio e capire come difenderci, ricordandoci che anche le zanzare fanno parte della catena alimentare e, per questo, hanno molta importanza per l’ecosistema ambientale.

1) Conosciamo un po’ meglio la zanzara comune e quella tigre?

Innanzitutto va detto che in Italia non esistono solo queste due zanzare ma ci sono oltre 60 specie, non tutte comuni, e alcune delle quali sono anche parenti della zanzara tigre.

Sono solo le femmine che pungono. Pungono perché debbono portare a maturazione le uova e con il sangue ottengono sostante nutritive per le loro uova. Sono soprattutto attirate da anidride carbonica, non tanto dalla luce. La tigre provoca punture molto dolorose causate dalla femmina che quando ci punge inietta una sostanza coagulante, molto irritante e responsabile della gonfiore.

2) Che tipo di comportamento hanno?

Hanno un comportamento completamente differente che si rispecchia anche nella scelta dell’habitat. La zanzara comune preferisce deporre le uova in raccolte d’acqua di una certa estensione (abbastanza grande come laghi, lagune ecc.) mentre la zanzara tigre originariamente è una zanzara che si è adattata a deporre nelle piccole pozze d’acqua, negli incavi degli alberi quindi da noi colonizza micro ambienti che possono essere sottovasi, tombini, piccole cisterne abbandonate sul balcone. La zanzara comune punge di notte mentre quella tigre punge di giorno ed è molto più insistente, vola a scatti. Se la scacci torna, magari da un braccio va su una gamba. Ed è per questo che colpisce spesso chi lavora all’aperto, giardinieri ecc.

La tigre è anche chiamata la zanzara degli impiegati perché, colpendo di giorno, attacca le caviglie degli impiegati in ufficio.

3) L’uomo ha colpe sull’aggressività di questi insetti e sull’arrivo della zanzara tigre in Italia?

In effetti è proprio l’uomo che ha determinato la forma aggressiva della zanzara comune. Quella di due secoli fa era una specie che deponeva in acque pulite e pungeva soprattutto gli uccelli. Noi, alterando l’ambiente ed inquinando le acque, abbiamo creato i presupposti per far nascere le zanzare odierne che pungono l’uomo e che oggi depongono anche nelle acque sporche.

Per quel che riguarda l’arrivo della zanzara tigre in Italia è assodato che sarebbero state importate accidentalmente delle uova dal commercio di copertoni usati. Le uova della zanzara tigre, infatti, resistono al disseccamento mentre la zanzara comune deve deporre in raccolte d’acqua permanenti, di una certa estensione. La zanzara tigre può deporre in luoghi anche umidi, in terreni umidi che poi vanno incontro al disseccamento. Nei copertoni, dunque, l’acqua si è disseccata ma sono rimaste le uova. La specie è distribuita attualmente al livello intertropicale. Studiandola geneticamente pare che il nostro ceppo sia originario dell’America e sia arrivato in Italia negli anni Ottanta. La prima segnalazione formale è quella di Genova. Se ce accorsero gli operatori cimiteriali del comune. Però, ricostruendo la diffusione sembra che il primo sito di introduzione in Italia sia stato il padovano.

4) Come possiamo combatterle o imparare a conviverci?

E’ importante che tutti noi si contribuisca a far diminuire questi piccoli focolai più che chiedere alle amministrazioni di inondare le strade di insetticidi.

Gli insetticidi hanno un grosso impatto sull’ambiente. Ne esistono oggi di origine biologica molto selettivi, si tratta delle tossine di un batterio, che colpisce le larve e lascia relativamente indenni gli altri organismi ma sono utilizzabili soltanto nei grandi specchi d’acqua.

Per la zanzara tigre possiamo fare un minuzioso controllo del nostro territorio cambiando spesso l’acqua dei sottovasi, evitando di avere dell’acqua, magari mettendo sopra una rete se si hanno secchi in balcone.

Una certa efficacia sulle larve giovani ce l’ha il rame. Se si mettono dei fili elettrici scoperti nei sottovasi nelle larve giovani possono avere un certo effetto, eliminarle. Effetto analogo lo si ha mettendo il sale nell’acqua ma ciò non gioverebbe alle piante.

5) Possiamo spezzare una lancia a favore delle zanzare?

Fanno parte della catena alimentare sono cibo per pesci, allo stadio larvale, e cibo per uccelli da adulti. Per questo mi trovo a non consigliare una radicale uccisione di tutte le zanzare perché avremmo degli effetti a catena nei sistemi acquatici.

Efficacia limitata, infine, hanno anche il geranio e la citronella perché seguono l’anidride carbonica. Questa è una piccola leggenda metropolitana. Trae fatto che molti insetticidi sono a base di piretro, crisantemo, ma non è così.

Pubblicato da Riccardo

Sono un appassionato di animali, soprattutto di cani e di gatti. Sono un dogsitter e un catsitter.

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